“Continueremo la nostra battaglia fino a che non si smetterà di perpetrare quello che è sì un vero e proprio atto di bullismo, una vessazione sui nostri ragazzi, che devono essere liberi di scegliere e non forzatamente indirizzati verso la confusione dell’identità sessuale.”
Queste le dichiarazioni del Coordinatore Nazionale Cinzia Pellegrino dopo la risposta del Ministro Fedeli all’interrogazione parlamentare presentata da Fratelli d’Italia in merito ad un modulo formativo extracurriculare sul gender proposto nel liceo Marconi di Pescara.
“Eludere la corretta informazione tramite una circolare che parlava di attività extracurriculari riguardanti il bullismo, per poi portare anche in classe in orario scolastico contenuti educativi non neutri senza che né genitori né alunni ne fossero pienamente consapevoli, è un vero atto coercitivo da parte della scuola e dell’Associazione ARCILESBICA NAZIONALE.
La Ministra Fedeli – la stessa che ha promosso da senatrice il DDL per introdurre “l’educazione di genere e la prospettiva di genere nelle attività e nei materiali didattici delle scuole del sistema nazionale di istruzione e nelle università“ – ha negato l’evidenza, che può essere dimostrata sia dalla circolare scolastica che dalle testimonianze dei presenti e dei genitori.
Nel rispondere, poi, al question time, ha fatto un continuo richiamo a circolari ed impegni del MIUR che vietano la diffusione della teoria gender nelle scuole, quando tutte queste regole vengono costantemente disattese in molti istituti scolastici italiani e si arriva persino a tenere questa formazione forzata richiedendo l’allontanamento dell’insegnante al fine di non turbare la sensibilità dell’alunno.
In questa maniera si appalta completamente la funzione educativa alle associazioni LGBT che compete esclusivamente alla scuola ed alla famiglia, e solo alla famiglia proprio per quanto attiene la sessualità.
La Sinistra – conclude la Pellegrino – si sbraccia tanto nel parlare di lotta alla discriminazione quando, negando le differenze e le peculiarità di uomo e donna, di fatto sta effettuando una discriminazione al contrario”.

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