“La morte di Liu Xiaobo ci addolora ma le sue battaglie sono vive e vivide nelle nostre azioni e nei nostri cuori. Di fronte alla sanguinosa tirannia comunista cinese non ci nascondiamo come certa sinistra, che finge di condannare le violenze e la totale assenza di libertà fondamentali salvo voltarsi sistematicamente dall’altra parte quando ci sono casi raccapriccianti come quelli occorsi a Liu Xiaobo e alla sua famiglia.Per noi la libertà resta un valore supremo e chi lotta per conquistarla non può essere silenziato per gli interessi commerciali e finanziari rappresentati oggi da Pechino. Porgiamo le nostre condoglianze alla moglie, ancora in carcere, e a tutti i dissidenti cinesi che combattono per abbattere il comunismo in Cina. Infine invitiamo il ministro degli Esteri, Geng Shuang, a non interferire sulle espressioni di cordoglio espresse da Paesi terzi (Usa, Francia, Gran Bretagna, Taiwan) perché l’Occidente non è Hong Kong, la cui libertà fu svenduta in poche ore.
Restiamo piuttosto sconcertati dal silenzio dell’esecutivo italiano probabilmente per compiacere il governo cinese. Un atteggiamento vile che fa il paio con quanto è accaduto qualche giorno fa con la negazione del visto d’ingresso in Italia  a tre monaci buddhisti. Questi tre lama dovevano partecipare a giornate di meditazione in un centro buddhista di Pisa, il più grande d’Europa. Ma non si sa bene per quale ragione, il visto è stato loro negato. Mentre entrano in Italia criminali e terroristi travestiti da migranti, pacifici lama sono trattati come pericolosi attentatori della sicurezza nazionale. Per ordine di un regime comunista”.
È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
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