“I roghi tossici appiccati nei campi nomadi negli ultimi due giorni dimostrano che l’inadeguatezza delle istituzioni, manifestata due giorni fa nell’audizione del Prefetto di Roma Paola Basilone alla Commissione d’inchiesta sul degrado delle periferie, è una realtà.
Gli impegni assunti dal ministro Minniti per contrastare il fenomeno sono stati solo propaganda, addirittura il Prefetto ha confessato in quella sede di non essere mai stata chiamata dal titolare del Viminale, che invece aveva rimandato a un colloquio con la Basilone la decisione sull’impiego dell’esercito.
Altro che impegno h 24 su questa vergogna tutta italiana, come Minniti annunciò un mese fa pubblicamente… Non è successo nulla e i nomadi proseguono a rubare cavi di rame, carcasse, rottami, a rovistare ed estrarre dai cassonetti qualunque oggetto, a rimediare elettrodomestici esauriti e a incendiare il tutto impunemente creando diossina e rendendo l’aria irrespirabile alle famiglie. Ecco gli elementi raccolti dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie in questi mesi su tale fenomeno: non ci sono risorse per istituire posti fissi di polizia o interforze davanti ai campi, nessuno ha mai pensato a concretizzare la proposta di usare l’esercito in analogia alla terra dei fuochi in Campania, non sarebbe consentita la perquisizione dei mezzi in entrata e in uscita e il sequestro della refurtiva nei campi nomadi, non è possibile procedere con l’arresto in flagranza di reato al momento in cui vengono accesi i fuochi perché per questa attività sono impiegati i minori, non si può sottrarre i bambini alle famiglie che li sfruttano perché là competenza è del Tribunale dei minori e nessuno procede ai fermi, alle identificazioni e alle segnalazioni per richiedere la sottrazione della patria potestà, quindi per i tribunali non esiste alcun problema sui minori nomadi, non c’è alcuna attività sistematica per colpire gli acquirenti del ferro e del rame derivati da refurtiva e trattamento da parte degli zingari. Il Campidoglio dal canto suo dice di non poter effettuare né la bonifica dei campi né garantirne la quotidiana pulizia perché questo genere di attività non è contemplata nel contratto di servizio con l’Ama, che evidentemente nessuno intende aggiornare, non coinvolge l’autorità giudiziaria rispetto al crollo dei dati sulla scolarizzazione e il conseguente sfruttamento dei bambini, non può rafforzare le pattuglie di polizia municipale che si occupano dei campi nomadi per mancanza di fondi. Si limita a fare contravvenzioni ai conducenti dei mezzi con refurtiva a bordo per patente scaduta, divieto di sosta e passaggio con il semaforo rosso…  A questo punto è evidente che c’è una resa all’illegalità da parte dello Stato e del Sindaco, e assume ancora più valore la denuncia penale alla Procura della Repubblica di Roma presentata pochi giorni fa da FDI. Abbiamo chiesto un incontro al Procuratore generale Pignatone per illustrare il nostro esposto e auspicare l’immediata apertura di un’inchiesta contro Comune e ministero degli interni”.
È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
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