Il deputato di Fratelli d’Italia: “Primo atto alla Camera per una battaglia di civiltà, al lavoro per restituire dignità alle vittime”

“Faccio appello a tutti i parlamentari eletti in Toscana perché aderiscano ad una proposta di legge che presenterò come primo atto da deputato neo-eletto, per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul caso Forteto, una vergogna toscana sulla quale non è stata fatta ancora piena luce. La recente condanna definitiva per maltrattamenti e abusi su minori per Rodolfo Fiesoli, arrivata dopo anni di omertà e violenze fisiche e psicologiche, è un fatto molto importante, ma non può distogliere dalla necessità di capire le ragioni che hanno provocato anni di soprusi: chi ha favorito la realizzazione di una vera e propria setta deve pagare e non possiamo permettere che situazioni simili possano accadere ancora. Nel 2012 ho iniziato a battermi in Regione, insieme a colleghi di tutte le forze politiche, raccogliendo le denunce e impegnandomi nelle commissioni regionali d’inchiesta: oggi non abbiamo più scuse ed abbiamo il dovere morale di andare fino in fondo e le vittime il diritto di conoscere la verità”. E’ quanto afferma il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli.
“Non c’è più tempo da perdere, è una battaglia di civiltà – sottolinea Donzelli – istituiamo subito la commissione per iniziare i lavori al più presto. Si tratta di una vicenda sulla quale le bandiere politiche non contano, conta solo restituire dignità a tutte le persone che l’hanno persa a causa dei soprusi subiti con la complicità di pezzi dello Stato. Oggi abbiamo a portata di mano la possibilità di farlo con la commissione parlamentare. Inoltre occorre intervenire per verificare la situazione attuale all’interno del Forteto, formalmente attivo come cooperativa agricola: per questo presenterò subito una mozione per chiedere che il Ministro dello Sviluppo Economico metta la gestione in mano ad un commissario esterno che non abbia a che vedere con il mondo delle cooperative e che rappresenti una reale discontinuità con il passato – conclude Donzelli – garantendo trasparenza e soprattutto la dignità di tutte le persone che ci lavorano fra le quali, oltre ai soci dissidenti, ci sono anche persone che hanno denunciato”.
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