“La delibera con cui l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni fissa le regole per l’asta sul 5G prevede che a nuovi entranti o “remedy taker” venga riservato un terzo della cosiddetta “banda 700 MHz”, la più pregiata.

Lo spettro elettromagnetico è risorsa scarsa di proprietà esclusiva dello Stato che la assegna a fronte del pagamento di una somma che varia a seconda del pregio della frequenza stessa. L’unico beneficiario della riserva è Iliad, l’operatore francese entrato sul mercato italiano a maggio 2018. Quindi mentre sei operatori competeranno per i due terzi della banda in un’asta al rialzo che si annuncia infuocata, ad Iliad basterà presentare la base d’asta per aggiudicarsi senza patemi d’animo e con una spesa facilmente preventivabile un terzo della porzione di banda più pregiata mai messa all’asta per la telefonia mobile negli ultimi 20 anni.

Ritengo che il Governo debba intervenire con urgenza per impedire la svendita di preziose risorse radio: lo spettro elettromagnetico è un bene pubblico e come tale va impiegato massimizzando il beneficio per lo Stato e per i cittadini.

Occorre, inoltre, evitare che un mercato pienamente concorrenziale come la telefonia mobile, in cui i prezzi si sono più che dimezzati negli ultimi tre anni, sia del tutto distorto da una ulteriore asimmetria legata al prezzo di aggiudicazione delle frequenze, rischiando di penalizzare gli investimenti e rallentare la realizzazione di una infrastruttura come il 5G cruciale per il futuro della nazione”. È quanto dichiara in una nota il Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Trasporti e Telecomunicazioni alla Camera, Carlo Fidanza.

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