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“È il Lazio a doversi fare carico dei costi di gestione degli impianti di dearsenificazione dell’acqua di Viterbo poiché è una regione che ha un Pil superiore al 90 per cento della media dell’Ue e non può quindi ottenere, tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale, finanziamenti per l’acqua potabile. È la Commissione europea che lo comunica, rispondendo alla mia interrogazione in merito alla potabilità dell’acqua della zona.

 

Zingaretti, anziché attivarsi per risolvere il problema, se ne lava le mani e, respingendo ogni impegno a riguardo, scarica su Talete, società che gestisce il servizio idrico nell’Ato1 Viterbo, e sui Comuni ricadenti in Ato1 la responsabilità di coprire i costi di gestione degli impianti di dearsenificazione dell’acqua potabile.  Ci ricordiamo bene di quando in campagna elettorale Zingaretti diceva ai viterbesi che avrebbe risolto il problema dell’arsenico nell’acqua, ora che glielo chiede anche l’Unione europea, perché non lo fa?”

 
È quanto dichiara in una nota il deputato europeo di Fratelli d’Italia, Marco Scurria.
 
Roma, 11 novembre 2013
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