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“La liquidità monetaria decisa da Draghi non è certo ascrivibile a Renzi. Anzi, è vero il contrario. La scelta del presidente della Bce è stata fatta proprio per soccorrere quelle nazioni…


…che non sono state in grado d’intervenire sul debito pubblico, vedendolo moltiplicarsi, come nel caso dell’Italia”. È quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli intervenendo in aula sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi alla vigilia del Consiglio Europeo.

“La promessa di scorporare dal patto di stabilità e crescita gli investimenti pubblici cofinanziati dall’Europa è fallita – ha aggiunto il  capogruppo – Il piano investimenti di 315 miliardi in tre anni, divisi per 28 Stati membri, annunciato da Juncker finiranno nei forzieri delle banche  centrali e serviranno ancora una volta appagare il debito attraverso l’acquisto dei titoli di Stato. Renzi avrebbe potuto trovare soluzioni per farli giungere a imprese e famiglie italiane: non lo ha fatto”.

“Manca una visione strategica e geopolitica- ha osservato Rampelli-  non riusciamo a difendere l’interesse nazionale né nella frontistante Libia, dove ci siamo fatti scippare il ruolo di protagonisti dall’Egitto e dalla Francia né in Ucraina, dove l’alto commissario
alla politica estera Mogherini non viene calcolata. A indicare l’autorevolezza del nostro Governo sullo scacchiere internazionale ci pensano due episodi per noi mortificanti: il caso dei Marò e la mancata estradizione
del terrorista Battisti dal Brasile all’Italia”. “Questi i fatti. Ciò che racconta Renzi –ha concluso – sono solo visioni fantascientifiche illusioni, abbagli, buoni solo ad alimentare il proprio ego”.
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