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«Il fondamentalismo religioso e le ambizioni territoriali stanno provocando crisi terribili che costringono troppe persone a fuggire dai propri Paesi. Le donne e i bambini sono coloro che ne pagano il prezzo più alto. È una situazione che abbiamo tutti sotto gli occhi e non possiamo restare immobili. Ma questo è un tema diverso e più complesso, oltre che un altro intervento. Dobbiamo perseguire programmi politici che sviluppino ruoli sempre più attivi per le donne in ogni ambito sociale. È ormai una priorità da condividere globalmente ed in particolare nel rapporto tra Unione Europea, Unione Eurasiatica e mondo islamico. La relazione tra Unione Europea ed Eurasiatica ha vissuto in passato momenti di difficoltà che siamo stati in grado di superare e che dovremo essere sempre più capaci di risolvere grazie allo sviluppo dei nostri fattori positivi in comune. Come ha efficacemente evidenziato il presidente Putin: “L’Unione Eurasiatica dovrebbe essere parte integrante di un’Europa più grande”. Noi dovremo compiere ogni sforzo per promuovere una visione di complementarietà, piuttosto che di competizione. Fino ad ora, i vantaggi e gli svantaggi sono stati considerati unicamente dal punto di vista economico: tariffe internazionali, mercato del lavoro, scambio di merci. È giunto il tempo di considerare anche l’impatto che una linea comune tra Unione Europea ed Eurasiatica sullo sviluppo del ruolo delle donne nella modernità può esercitare sul mondo mussulmano. È una grande sfida per la politica internazionale, per le strategie culturali, per il progresso globale. Non sarà facile, non sarà subito, ma sarà profondamente giusto».

È quanto ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento al “Forum euroasiatico delle donne” in corso a San Pietroburgo, in Russia.

 

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