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“L’annuncio sul decreto latte fatto da Renzi ieri a Milano al Milk Day di Coldiretti é stato immediatamente seguito dalla conferma che l’associazione agricola farà campagna per il sì al referendum costituzionale di ottobre.

Quasi come se un provvedimento atteso da mesi, inspiegabilmente ritardato, indispensabile per la salvaguardia di 30mila allevatori e produttori fosse per Renzi merce di scambio per la partita decisiva per la propria sopravvivenza politica”, dichiara Carlo Fidanza, componente dell’Ufficio di Presidenza di Fratelli d’Italia e già membro della commissione Agricoltura al Parlamento Europeo.

“D’altronde Renzi, dagli 80 euro in poi, non è nuovo all’idea della politica come marchetta.

Fermo restando il legittimo diritto di Coldiretti a schierarsi come vuole sul referendum, siamo convinti che gli agricoltori, esattamente come tutti gli altri cittadini, sapranno distinguere tra un provvedimento necessario (e comunque tardivo) e una riforma costituzionale inefficace sotto il profilo dei costi e dannosa per la tenuta dello Stato”.

“Nel merito, – conclude Fidanza – aspettiamo di leggere il testo del decreto-latte ma intanto possiamo già dire che il governo italiano è in ritardo rispetto ad esempio a quello francese che ha notificato a Bruxelles un analogo provvedimento già più di due mesi fa e lo ha fatto anche per il settore delle carni, che invece Renzi non ha citato”.

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