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In seguito alla visita della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito presso i poligoni militari in Sardegna e delle audizioni effettuate è emerso in maniera incontrovertibile che non c’è traccia dell’uranio in nessuna delle strutture e non c’è prova che siano state utilizzate tali munizioni. Nonostante, invece, siano stati usati missili Milan che contenevano un altro materiale radioattivo, il torio, l’utilizzo di quest’ultimo non ha provocato alcuna permanenza di inquinamento radiologico nel suolo. Le Forze Armate sono state sempre rispettose delle normative di salvaguardia vigenti e continuano ad effettuare costanti bonifiche, nonostante le scarse risorse messe a disposizione dal Governo. Anzi in un clima di continua riduzione di quest’ultime. C’è un’attenzione premurosa della salute dei militari e dei civili che operano in queste infrastrutture, assai più scrupolosa di quella che avviene nel resto d’Italia. La nostra Difesa ha dimostrato uno zelo tipico del mondo militare, sconosciuto alle altre amministrazioni pubbliche italiane. Le autorità militari sono impegnate, inoltre, attivamente per la bonifica in maniera ben diversa da quello che accade in altri territori dello Stato, dove la latitanza delle Regioni, preposte a ciò, è tristemente proverbiale.

In relazione, poi, alla polemica della riconversione o riduzione dei poligoni e, più in generale, delle Servitù militari, tema estraneo all’oggetto della Commissione d’inchiesta, ma che scorrettamente è stato inserito nel contesto della nostra ispezione, mi preme precisare che la posizione del partito di cui faccio parte, Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, è uscita rafforzata. Questi siti sono delle vere infrastrutture per la Sardegna, producono ricchezza e posti di lavoro, oltre a salvaguardare l’ambiente e fette di territorio dalla cementificazione selvaggia di questi anni. Peraltro, in un momento così difficile per la sicurezza dell’intero pianeta, per effetto della guerra che il terrorismo islamico ha dichiarato al mondo, è da veri mentecatti immaginare di ridurre l’addestramento dei nostri militari, intaccando quei pochi poligoni rimasti in Italia, i cui spazi, come dimostra ogni analisi, si riducono anno dopo anno. Noi riteniamo che vadano migliorati e modernizzati, per consentire alle nostre Forze Armate di essere nelle condizioni di difendere la nostra sicurezza e la nostra libert� . E dove è possibile anche ampliati, se necessario, alla luce dei nuovi scenari di guerra che richiedono maggior addestramento.

Per questo motivo, chiediamo al Governo di chiarire la sua posizione rispetto alle gravi dichiarazioni rilasciate da esponenti della maggioranza, che hanno il sapore di un vetero pacifismo antimilitarista fuori luogo e fuori tempo, e di sostenere adeguatamente la Difesa con le risorse necessarie per garantire un alto livello di difesa ambientale, di sicurezza dei lavoratori nelle installazioni militari e un qualificato addestramento dei nostri soldati. Alla Regione Sardegna chiediamo di evitare polemiche inopportune, che rischiano di provocare gravi danni economici, come è già accaduto per La Maddalena, con l’abbandono da parte degli alleati americani, di non alzare polveroni strumentali sulla situazione ambientale dei poligoni militari, e di dedicarsi al risanamento dei tanti disastri ecologici del territorio sardo che da anni giacciono irrisolti, anziché trincerarsi dietro comportamenti demagogici e fumosi.

Edmondo Cirielli – Deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale

Di seguito l’articolo originale.

Polemiche sui poligoni hanno sapore di un vetero pacifismo antimilitarista (Edmondo Cirielli)

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