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“Le lettere inviate dal presidente del Consiglio agli italiani all’estero non sarebbero pagate dagli italiani, ma  dal Pd, di cui Renzi resta Segretario nazionale. Ma questa precisazione peggiora le cose perché non si capisce come il PD abbia potuto entrare in possesso degli elenchi degli italiani residenti all’estero, con tanto di domicilio. Chi gli ha dato l’accesso? A quale titolo?  Vuoi vedere che c’è la “magagna”? Perché se l’indirizzario è quello di Palazzo Chigi, quel database non può assolutamente uscire da quel ‘portone’ né fisicamente né informaticamente. Si tratterebbe di palesi violazioni della legge sul trattamento dei dati personali con pesanti conseguenze penali.  Per chiarire questo episodio ho predisposto un’interrogazione al presidente del Consiglio e un esposto al garante della Privacy. Del resto
l’art. 1 della legge n. 470/1988 recita: “Le anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE) sono tenute presso i comuni e presso il Ministero
dell’interno””. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli.
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