“In tutte queste operazioni di salvataggio in mare ci sono entità internazionali che operano e che restano sempre sullo sfondo. La Sea Watch è un’associazione tedesca che ha un conto per le donazioni in una banca tedesca; la nave Sea watch batte bandiera olandese, eppure l’Olanda nega qualsiasi coinvolgimento nelle attività della Sea Watch i cui costi si aggirano attorno ai 130mila euro al mese. Direi che appare quanto meno improbabile che si possa finanziare con le donazioni da 10 euro come previsto dal modulo pubblicato sul sito. È in attività dall’autunno del 2014.

Ci chiediamo chi siano i finanziatori della Sea Watch visto che i benefattori non sono on line. Le persone a bordo provengono da nazioni africane, ex colonie francesi, sono state detenute in Libia e avrebbero dovuto fare rotta verso Tunisi.

Detto questo, è evidente che la nave debba essere scortata garantendo ai migranti assistenza e cure, ma per andare verso l’Olanda, non certo verso le coste italiane”.

E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

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