Lunedì 25 febbraio partiamo in mattinata Luca De Carlo, Paolo Trancassini e io.
Con noi ci sono Sara Gizi e Maria Soave Nardi.
È una bella giornata di sole e siamo contenti di dare inizio a questa missione a Amatrice come rappresentanti del Dipartimento Eccellenze Italiane di Fratelli d’Italia, siamo curiosi di visitare il territorio e le sue aziende.
A Città Reale ci aspetta Riccardo Guerci, vice Presidente di Fida Confcommercio, che ci accompagna nelle aziende.
La prima, il birrificio Alta Quota, si trova proprio a Città Reale. I titolari ci raccontano che l’idea di produrre birra è nata per utilizzare l’acqua e il farro che si trovano in abbondanza nella zona dell’Alta Valle del Velino.
La produzione è varia e sorprendente: le birre non sono pastorizzate, ne’ filtrate e vengono rifermentate in bottiglia senza aggiunta di conservanti.
Saliamo a 1000 metri per visitare l’azienda di Antonio Scialanga.
Antonio ci mostra le piante di fragole e altri frutti di bosco che si estendono per un’area di molto vasta ma per parlare ci rifugiamo in una casetta perché il vento è forte e gelido.
Scialanga ci racconta di come ha portato a Amatrice la coltivazione delle fragole e dei frutti di bosco, sfruttando il clima freddo e il terreno favorevole a queste coltivazioni. Oggi le sue fragole sono un’eccellenza di Amatrice e dell’intera Italia centrale.
Al Salumificio Sano di Accumoli ascoltiamo la storia di una famiglia che si è dedicata alla produzione di salumi di qualità tanto da diventare la prima azienda italiana per la produzione di guanciale e prosciutto amatriciano I.G.P.
La selezione della carne, la salatura e la stagionatura vengono eseguite utilizzando l’aria incontaminata dei boschi circostanti.
Il tempo è volato e siamo in ritardo per la riunione che abbiamo organizzato nel pomeriggio con gli imprenditori del cratere ma non possiamo mancare il Caseificio storico Petrucci.
Lo stabilimento si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e produce formaggi freschi, semistagionati e stagionati: ricotta, Montanaro di Amatrice, Giunco amatriciano e il Ma-tru’, il celebre pecorino di Amatrice, prodotto secondo l’antica tradizione con latte locale appena munto e immediatamente trasformato in formaggio.
Corriamo verso Amatrice per l’incontro con gli imprenditori locali all’Area Zero.
Siamo entusiasti di ciò che abbiamo visto, aziende locali in piena attività, imprenditori che hanno utilizzato le risorse del territorio per creare prodotti di alta qualità.
Mentre procediamo verso Amatrice il paesaggio cambia, ci sovrastano le rovine delle abitazioni ancora ammassate lungo la strada. In macchina cala il silenzio, ognuno di noi si chiude nei suoi pensieri.
Giunti all’Area Zero ci riuniamo nella casetta dove, dopo il terremoto che ha distrutto l’antica sede del Comune, si tengono le riunioni comunali. Scende la sera e il vento soffia talmente forte che sbatte contro le pareti come se qualcuno bussasse alla porta.
Gli imprenditori della zona sono tutti presenti, nonostante il vento gelido.
Vedo nei loro occhi forza e determinazione, sono rimasti nel loro luogo di origine, attaccati alle loro radici, nonostante la devastazione e vogliono ricominciare. Prendo la parola con un po’ di emozione, c’è qualcosa di straordinario in questa presenza numerosa e attenta.
Parlo della bellezza di quel territorio ferito e di come dovranno puntare sulla loro eccellenza per ricostruirlo.
Seguono gli interventi di Paolo Trancassini e Luca De Carlo che parlano del canale di comunicazione che il Dipartimento vuole aprire tra le aziende e la politica perché quel territorio possa essere ascoltato e sostenuto.
Gli imprenditori ci sottopongono progetti da realizzare, altri ci parlano della volontà di riavviare le loro attività.
Li lasciamo a malincuore, quella vitalità che ha riempito la casetta dove ci troviamo è il segno di una comunità forte che vuole far rinascere il suo territorio.
È tardi quando riprendiamo la strada verso Roma.
Ognuno di noi è assorto nei suoi pensieri, nessuno lo dice ma tutti pensano a quanto sia difficile vivere in quelle casette sferzate dalle raffiche di vento gelido, tutti abbiamo davanti agli occhi quel territorio martoriato eppure di una bellezza così potente che neppure il terremoto è riuscito a scalfire.
La giornata è stata intensa e torniamo a Roma con tante immagini negli occhi, la più forte è quella della bellezza e della vita che prevalgono sulla distruzione. È da questa straordinaria risorsa che rinascerà Amatrice.
La Sovrana Bellezza siamo noi
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