“Anni di sciatteria, quando non di provvedimenti punitivi nei confronti delle libere professioni, hanno comportato l’accentuazione di una crisi economica già dura. Due sono le richieste che avanziamo al Governo e alla sua maggioranza: varare con urgenza una legge quadro per il rilancio e la valorizzazione delle libere professioni, sancire il diritto inalienabile all’equo compenso e il ripristino dei minimi tariffari, anche a tutela dell’art. 2233 del codice civile e dell’art. 36 della Costituzione, calendarizzando immediatamente le diverse proposte di legge depositate, tra le quali la prima in ordine cronologico è di Fdi. Le libere professioni devono essere riconosciute come una tradizione culturale italiana, una caratteristica modalità di relazione fiduciaria tra committente e cliente e ogni subdolo tentativo di smantellamento va rintuzzato. Ricordo che nella scorsa legislatura gli attuali partiti al governo capeggiarono con noi il corteo di protesta organizzato da tutte le categorie delle professioni intellettuali, pertanto ci aspettiamo oggi comportamenti politicamente coerenti e una veloce ed efficace azione legislativa. Sono pronto a fare questa battaglia in Parlamento e vorrei fosse condivisa da tutti coloro che hanno a cuore le sorti delle libere professioni”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi – intervenendo all’incontro organizzato dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, in collaborazione con la Fondazione Inarcassa, in materia di ‘equo compenso’ per i liberi professionisti.

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