“Un referendum consultivo nelle Regioni interessate dalla realizzazione della Tav e l’avvio dei bandi di gara”. A dirlo è il senatore di Fratelli d’Italia, Gaetano Nastri, che in Aula nella discussione generale alla mozione sulla Tav Torino-Lione ha spiegato la posizione di FdI.

“L’Italia non può permettersi di fermare un’opera così importante e strategica per i mal di pancia del M5S – continua il senatore di FdI-. I rischi sarebbero altissimi, l’Italia resterebbe tagliata fuori dalle nuove vie di comunicazione e i porti di Genova e Trieste sarebbero di fatto emarginati. Inoltre, l’avvio della Tav è disciplinato da trattati internazionali che non possono essere annullati con un tratto di penna, ne andrebbe della credibilità dell’Italia. Così come ci sono le pesanti ricadute economiche dalle penali da pagare fino alla perdita dei finanziamenti, per circa 800 milioni di euro”.

“Enormi, invece, sarebbero i benefici sia in termini di tempi di percorrenza di passeggeri e merci, che sarebbero dimezzati, e sia di riduzione del traffico su strada e gomma pari a 20 milioni di tonnellate, con circa meno 3 milioni di camion in circolazione. Aspetti che, chiaramente, porteranno ricadute positive per l’ambiente e la valorizzazione del paesaggio. Perciò, Fratelli d’Italia, come la maggioranza delle popolazioni interessate, si schiera per il ‘sì’ alla Tav, chiarendo fin da subito che non ci interessano progetti alternativi, come la ‘mini-Tav’, che nessuno conosce e sa cosa sia, e che è soltanto il disperato tentativo per tenere in vita questa maggioranza sempre più litigiosa e traballante” conclude il senatore Nastri.

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