In occasione della Giornata mondiale per le Vittime di amianto il Dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia ha organizzato un’audizione con le principali associazioni, al fine di recepire le loro testimonianze e le loro istanze.

L’asbesto in Italia, infatti, è stato utilizzato fin dal 1906, per costruire di tutto, dalle parti meccaniche degli aerei a intere scuole e palazzi pubblici. Nonostante nel 1992 sia finalmente arrivata una legge che ne vieta la produzione e ne impone lo smaltimento, nonostante l’ideazione nel 2014 da parte dello Stato di un Piano Nazionale Amianto e dettagliate norme che stabiliscono perfino la tipologia di discariche da utilizzare, esistono tutt’oggi più di 44.000 siti contenenti la fibra killer e numerosi altre porzioni di territorio dove il materiale viene abbandonato (terreni agricoli, periferie, zone disabitate, etc) a causa della difficoltà di smaltimento.

Tutti, dunque, possiamo essere esposti anche inconsapevolmente.

A questo si aggiunge che è difficile per gli ammalati far riconoscere dagli enti preposti la malattia correlata all’asbesto e che così come concepito il Fondo per le Vittime di Amianto rischia di non soddisfare l’atteso ristoro di chi ha subito un danno esistenziale così grave.

Ringrazio tutte le associazioni per la passione che mettono nel cercare di dare un sostegno concreto a queste Vittime, molte volte con risorse esigue. Dal dibattito, che vuole essere l’inizio di un lungo e costruttivo percorso ai fini di perfezionare le normative ed implementare processi virtuosi sui dovuti risarcimenti, sono usciti numerosi spunti dei quali Fratelli d’Italia si farà portavoce nelle Commissioni e in Parlamento.

Lo scrive in una nota Cinzia Pellegrino, Coordinatore Nazionale del Dipartimento tutela Vittime di FdI.

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