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“Una brutta pagina quella scritta ieri sera a Milano da parte di Prefettura e Questura chiamate a gestire l’ordine pubblico in occasione delle commemorazioni in ricordo di Sergio Ramelli, assassinato a colpi di chiave inglese a soli 18 anni da un commando di Avanguardia Operaia nel 1975. Un divieto insensato a poter svolgere un corteo, senza simboli se non bandiere tricolori, senza marce o parate di alcun genere. Un innocuo serpentone che si sarebbe concluso sotto casa Ramelli, là dove Sergio ha trovato la morte 44 anni fa. Una altrettanto insensata autorizzazione ai centri sociali per svolgere il corteo antifascista di protesta contro un’altra manifestazione che nel frattempo era stata negata. E poi una volta in piazza una gestione nervosa, manganelli usati con troppa disinvoltura contro gente che non aveva alcuna intenzione di aggredire le forze dell’ordine ma solo quella di poter ricordare un ragazzo morto. Una inspiegabile rigidità che soltanto il senso di responsabilità e la pazienza dei parlamentari di Fratelli d’Italia (Marco Osnato, Carlo Fidanza e Paola Frassinetti), che ringrazio, ha consentito di superare consentendo la conclusione serena della manifestazione. Chiederemo conto al ministro dell’Interno di quanto accaduto, perché alle parole condivisibili pronunciate ieri su Ramelli segua una gestione dell’ordine pubblico rispettosa della sua memoria”.

E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

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