“Oggi, in virtù di una modifica approvata nel corso di questa legislatura, l’art. 560 c.p.c. consente al debitore e ai suoi familiari conviventi di non perdere il possesso dell’immobile fino all’emissione del decreto di trasferimento: purtroppo, però, l’applicazione della norma sta facendo registrare, ultimamente, orientamenti giurisprudenziali differenti, in ordine alla sua applicazione alle procedure esecutive già pendenti al momento della sua entrata in vigore. 
Per questo – dichiara Salvatore Deidda – ho deciso, anche su sollecitazione del Sindaco di Cagliari, Paolo TRUZZU, di presentare un’interrogazione al Ministro della Giustizia, insieme ai colleghi della Commissione Giustizia, Carolina Varchi e Ciro Maschio. 
“La liberazione dell’immobile, ancor prima della sua messa all’asta – prosegue Deidda – rischia nei prossimi 5 anni di mettere sulla strada quasi un milione di persone che si vedranno private della propria abitazione, ancor prima che questa venga venduta per soddisfare gli interessi dei creditori”.
Questa preoccupante situazione – dichiara il Sindaco di Cagliari, Paolo Truzzu- avrà gravi ripercussioni sul piano sociale, di cui, verosimilmente, dovranno farsi carico i Comuni, che, dunque, si troveranno costretti a far fronte ad un’emergenza sociale di dimensioni inimmaginabili, senza godere delle adeguate risorse”.
“Sarebbe opportuno che il Governo intervenga tempestivamente, anche con un Decreto Legge, tenuto conto anche dell’entrata a regime del cosiddetto “Fondo Salva Casa”, consentendo espressamente  l’applicazione dell’art. 560 anche alle azioni esecutive iniziate antecedentemente all’entrata in vigore della novella, ipotizzando, altresì, la sospensione delle procedure interessate dalla presentazione dell’istanza di accesso al medesimo fondo”
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