Corretta scelta Malaguti. Antimafia acquisisca decreto archiviazione Bonaccini

“In merito all’appellativo di impresentabile attribuito a Mauro Malaguti, affermiamo senza alcun dubbio la correttezza della nostra scelta di candidarlo. Il Giudice che ha condannato in primo grado Malaguti, già nostro consigliere regionale, per una somma di 1.042 euro è lo stesso che ha ritenuto di accogliere in tempi record la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bologna in favore di Stefano Bonaccini a cui pure venivano contestate somme di importi assai maggiori. Entrambi hanno dovuto restituire somme spese in modo ritenuto indebito ma uno ha subito una condanna e all’altro, per cifre peraltro superiori, è stato addirittura evitato il processo. Bonaccini restituendo parte di quanto gli veniva contestato dalla Corte dei Conti ha evidentemente ammesso di non aver agito nel modo corretto. Un pezzo della magistratura in Emilia Romagna, per fortuna piccolo, utilizza a nostro avviso, due pesi e due misure su analoghe vicende. Il Partito Democratico ha candidato Bonaccini presidente nonostante i fatti fossero oggettivamente assimilabili a quelli di Malaguti così noi non abbiamo discriminato un cittadino penalizzato in sede giudiziaria. Invitiamo la Commissione Antimafia ad andare ad acquisire il decreto di archiviazione su Bonaccini e magari diffonderlo per far comprendere e giudicare alla gente se vi sia faziosità nei comportamenti posti in essere a sfavore di Malaguti per danneggiare un’area politica o a favore di Bonaccini per avvantaggiarne un’altra. Auspichiamo che la commissione Antimafia per il ruolo che riveste nelle vicende elettorali non si riduca in acritico strumento di propaganda ma sappia approfondire le questioni al fine di sostenere i cittadini nelle loro scelte. La qualifica di impresentabile è sbagliata sia giuridicamente che moralmente perché l’art. 7 della Legge Severino esclude la candidabilità solo per i condannati in via definitiva, mentre Malaguti ha riportato una condanna in primo grado tempestivamente appellata e, per lui, vige pertanto la presunzione di innocenza sancita dalla Costituzione (art. 27)”.
Lo dichiara Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d’Italia commissario regionale FDI dell’Emilia-Romagna.

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