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MOZIONE
Proponente: Alessandro Draghi
Oggetto: murales per Norma Cossetto e gli esuli istriani, giuliani e dalmati
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO che l’esodo giuliano dalmata, noto anche come esodo istriano, è un evento storico consistitonell’emigrazione forzata della maggioranza dei cittadini di nazionalità e di l ingua italiana dalla Venezia Giulia, dal Quarnaro e dalla Dalmazia, nonché di un consistente numero di cittadini italiani (o che lo erano stati fino poco prima) di nazionalità mista, slovena e croata, che si verificò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale (1945) e nel decennio successivo. Si stima che i giuliani (in particolare istriani e fiumani) e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250.000 e le 350.000 persone. Il fenomeno, seguente agli eccidi noti come massacri delle foibe, coinvolse in generale tutti coloro che diffidavano del nuovo governo jugoslavo comunista di Josip Broz Tito e fu particolarmente rilevante in Istria e nel Quarnaro, dove si svuotarono dai propri abitanti interi villaggi e cittadine. Nell’esilio furono coinvolti tutti i territori ceduti dall’Italia alla Jugoslavia con il trattato di Parigi e anche la Dalmazia, dove vivevano i dalmati italiani. I massacri delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata sono ricordati dal Giorno del ricordo, solennità civile nazionale italiana celebrata il 10 febbraio di ogni anno;
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PREMESSO inoltre che Norma Cossetto , nata a S. Domenica di Visinada, nei pressi di Pola, nel 1943 era studentessa di Lettere all’Università di Padova e stava preparando la tesi di laurea sulla storia dell‘Istria con il Prof. Concetto Marchesi. Il 26 settembre 1943, mentre girava in bicicletta per consultare archivi, in cerca di materiali per la sua ricerca, fu condotta via in motocicletta da un conoscente che le chiese se poteva andare con lui perché al comando la volevano per informazioni. Dapprima la arrestarono nella ex caserma dei carabinieri di Visionano, la invitarono a collaborare ma invano, allora decisero di liberarla perché tra quei guardiani improvvisati c’era qualcuno che conosceva. Ma dopo qualche giorno venne arrestata nuovamente. Rinchiusa nelle carceri di Parenzo, fu legata ad un tavolo e violentata ripetutamente da sedici aguzzini. Una donna che abitava lì vicino la sentiva implorare pietà, chiedere acqua, invocare la mamma. Condannata a morte dal locale “tribunale del popolo”, fu condotta con altri ventisei su un camion fino all’orlo della foiba di Surani, dove fu nuovamente violentata, le furono recisi i seni, spezzate braccia e gambe e fu sottoposta ad ulteriori orrori prima di essere infoibata;
TENUTO CONTO che con Delibera C.C. n. 47 del 13 ottobre 2016 è stato approvato il Regolamento Comunale per le attività di Street Art e contestualmente sono state effettuate le necessarie modifiche al Regolamento di Polizia Urbana – Norme per la civile convivenza in città; DATO che nel 2017 il comune per la prima volta ha messo a disposizione degli artisti di strada 53 spazi (muri di recinzione e bandoni di negozi, pannelli di cantieri e sottopassi) in tutti i quartieri della città, centro storico compreso;
VISTA la mozione n. 246 del 2019 che ha per oggetto l’intitolazione di una strada a Norma Cossetto, approvata dal Consiglio Comunale in data 11 febbraio 2019;
APPRESO che è stata approvata una delibera della Città Metropolitana che prevede che una targa ricorderà nel complesso fiorentino di Sant’Orsola, di cui è proprietaria la Città Metropolitana di Firenze, i 580 profughi istriani che lì trovarono accoglienza dopo l’esodo che si verificò a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, dal 1945 e negli anni successivi.
RICHIAMATO l’articolo 7 del Regolamento Comunale per le attività di street art, secondo il quale tutte le opere realizzate dagli writers e street artist negli spazi individuati dal Comune di Firenze, come Spazi d’Arte e Spazi liberi, devono rispettare i vincoli e la disciplina incidenti sull’aspetto esteriore degli immobili e delle aree, non devono essere offensive, discriminatorie, contrarie alla pubblica decenza, né veicolare attraverso l’arte messaggi pubblicitari, ma devono bensì essere realizzate nel pieno rispetto della normativa vigente in
materia, con particolare riguardo alla normativa in materia di sicurezza, a non recare danni a cose o persone, né costituire pericolo alla circolazione pedonale e veicolare;
RISCONTRATA la disponibilità del Comitato 10 Febbraio di realizzare il murales a sue spese;
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CONSIDERATO che la facciata esterna di villa Basilewsky prospiciente al Largo Martiri delle Foibe versa in pessime condizioni: l’intonaco è staccato e la sulla parete sono spuntate erbacce per cui un murales tematico porterebbe una sostanziale riqualificazione dell’area
INVITA IL SINDACO
Ad autorizzare la realizzazione di un murales, che sarà eseguito dal comitato 10 Febbraio sulla facciata esteriore di Villa Basilewsky, in Largo Martiri delle Foibe.
Alessandro Draghi
Firenze, 9 dicembre 2019

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