“Desta sorpresa l’intervista che il presidente del Mes, caso curioso della stessa nazionalità di Frau Merkel, ha rilasciato al Financial Times. Il suo è un ruolo tecnico e non politico, delicato, perfino rischioso, e quindi dovrebbe vincolato alla riservatezza.
I vertici del Mes devono tacere, sono esecutori di un mandato non sono eletti da nessuno e rappresentano solo se stessi.
Le dichiarazioni rilasciate da Reglingt tuttavia tradiscono tutti i limiti dell’Ue. L’attivazione del Mes infatti può funzionare per crisi stratificate e pluriennali, mentre risulta totalmente intempestivo e quindi inefficace per quelle crisi improvvise che hanno bisogno di interventi immediati. È il caso dell’attuale pandemia da coronavirus.
Pensare di poterla affrontare con le condizionalità e la farraginosità del Mes è offensivo oltreché ridicolo. L’Ue deve dotarsi di strumenti straordinari per consentire risposte efficaci e dimostrare di essere un organismo vitale e solidale. Ma in nessun caso il presidente del Mes può avere una visibilità pubblica.
Anche se è tedesco ed è gradito alla Germania, non è Angela Merkel”.

È quanto dichiara il vicepresidente della camera dei deputati Fabio Rampelli.

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