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“Raccogliamo l’appello di Pierluigi Battista stamattina sul Corriere per un Fondo della cultura ma rivendichiamo di essere stati la prima forza politica a proporlo fattivamente in parlamento. Nonostante Conte non abbia menzionato i luoghi della cultura, gli spettacoli e i lavoratori dell’industria culturale nella conferenza stampa di ieri sera, la cultura deve poter avere una ‘Fase 2’, una programmazione per garantire la riapertura delle imprese, il lavoro degli addetti e la fruizione da parte degli utenti”. Lo evidenzia in una nota il responsabile Cultura di Fratelli d’Italia, deputato capogruppo in commissione Cultura Federico Mollicone.   “La cultura vale 1 milione e mezzo di occupati – fa presente il parlamentare – e muove fino al 16% del Pil. Vanno, quindi, garantiti nel decreto ‘Aprile’ l’estensione del fondo per le emergenze anche ai settori dell’industria libraria, fonografica, discografica, dei servizi museali, delle mostre temporanee (così da trasformarlo in un vero e proprio Fondo per le arti nazionale) con una dotazione – tuona Mollicone – di mezzo miliardo, l’introduzione di un credito d’imposta per gli affitti di teatri, cinema e sale per spettacoli, l’estensione del reddito di ultima istanza anche ai lavoratori dello spettacolo, l’aumento dell’indennità già introdotta, un prolungamento della durata dei provvedimenti per le sospensioni contributive e tributarie, un credito d’imposta per l’editoria per l’acquisto della carta”.

Secondo il commissario della Vigilanza Rai, infatti, “in vista del termine dell’emergenza sanitaria e il rilancio necessario della domanda, è necessario introdurre delle misure specifiche a sostegno della domanda di prodotti culturali per scongiurare il rischio che i cambiamenti di comportamento di consumo diventino strutturali, causando una flessione nella richiesta di domanda di cultura per molti mesi. In particolare, chiediamo al ministro Franceschini di recepire, guardando già al rilancio dell’Italia culturale,  la nostra storica proposta per la detrazione dei consumi culturali individuali, come l’acquisto di dvd, libri, biglietti per teatro e musei, alla pari della detrazione a fini fiscali dei ticket medicinali, e di aumentare i termini di validità dei voucher per gli eventi e spettacoli da 12 a 18 mesi, dato che riorganizzare la stagione degli eventi teatrali o di musica sarà complicato alla luce dell’affollamento dei calendari che si avrà in seguito alla fine dell’emergenza e le difficoltà organizzative per l’emergenza pandemica. Franceschini si faccia sentire sui tavoli del governo – lo incalza Mollicone – ne va della sopravvivenza della bellezza italiana. Ci preoccupa, comunque, che l’appello venga sostenuto da alcune Fondazioni lirico-sinfoniche, che non hanno brillato per corretta qualità gestionale: un conto – fa notare il deputato di Fratelli d’Italia – è tutelare i lavoratori, un altro è non pagare gli oneri previdenziali e creare danno erariale, come fatto da Carlo Fuortes a Roma”.

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