Pensi a Alviero Martini e ti viene in mente l’immagine stilizzata del mondo.
Il suo nome è immediatamente associato alla stampa della cartina geografica su borse e valigie di grande eleganza che ha rivoluzionato l’immagine della borsa da viaggio.
Alviero ha inventato la carta geografica che riveste la valigia e riproduce artigianalmente la pergamena delle antiche mappe.
Un’idea geniale che gli è valsa il riconoscimento di “style maker” sulla stampa americana e lo ha reso celebre negli anni novanta nell’universo internazionale della moda.
Alviero è un viaggiatore, un esploratore instancabile, proiettato nel futuro ma allo stesso tempo profondamente radicato nelle sue origini e nella tradizione.
L’ho intervistato per conoscere la sua storia e il suo parere su come il mondo della moda sta affrontando questo periodo di clausura.

D. Alviero, qual è stata la tua formazione?
R. Sono nato a Cuneo, da genitori contadini, sin da bambino mi piaceva disegnare, ero attirato da tutto ciò che aveva a che fare con l’arte. Ho fatto il vetrinista, il sarto, l’attore, un po’ di tutto ma il mio maestro, quello che mi ha indicato la strada, è stato Mirarchi, un sarto che lavorava a Cuneo e dal quale mi recavo per far eseguire alcune riparazioni. Aveva intuito che avevo attitudine per il mestiere e inizio’ a insegnarmi a eseguire alcuni lavori di sartoria.
Mi piaceva seguire i suoi insegnamenti e diventammo amici. Mi fermavo spesso a cena a casa sua e ricordo che sua moglie, Carmelina, era molto brava in cucina. Un giorno mise della stoffa sul suo tavolo da lavoro e mi disse semplicemente: “Taglia!”. Lo guardai incredulo e iniziai a tagliare il tessuto, ne nacque una gonna per mia madre, la mia prima creazione, non lo dimenticherò mai.

D. Come è nata la linea 1 classe?
R. Nel 1987 facevo il vetrinista a Roma e per un allestimento cercavo un’idea insolita, così ho pensato di attaccare una cartina geografica su una valigia. La linea 1 classe è nata così.

D. Mi dicevi che hai fatto anche l’attore e so che hai recitato con Vittorio Gassman. Come ha influito questa esperienza nella tua attività di stilista?
R. Ho fatto l’attore per dieci anni a Cuneo, poi a Roma sono stato scritturato da Vittorio Gassman. È stata un’esperienza straordinaria che è durata cinque anni nei quali ho recitato non soltanto in teatro ma anche al cinema, in televisione e anche in alcuni spot pubblicitari. Da ognuna di queste esperienze ho imparato qualcosa che mi è servita in seguito.

D. Puoi farmi qualche esempio?
R. Gassman puntava molto sulla narrazione di una storia e questo mi è servito nella creazione delle mie collezioni, dal cinema e dalla televisione ho imparato a giocare con le luci durante le sfilate.

D. Nel 2005 hai creato la ALV, un’altra linea di grande successo, cosa la distingue dalla linea 1 classe?
R. ALV sta per Andare Lontano Viaggiando, si ispira ai numerosissimi timbri apposti sui miei passaporti.
L’idea mi è venuta quando ho scoperto che la maggior parte delle persone colleziona i timbri dei Paesi in cui ha viaggiato.
Ho iniziato a lavorare su questa idea nel 2005 ma la linea è stata lanciata nel 2007, a ridosso della crisi economica e nonostante questo ha avuto un grande successo.

D. Tutte le tue creazioni si richiamano all’idea del viaggio. Cosa significa per te viaggiare?
R. Viaggiare per me è vita, movimento, conoscenza di culture, religioni, pensieri nuovi.
Di solito non riesco a stare nello stesso posto più di quindici giorni, in questo periodo di sosta forzata invece ho scoperto la possibilità di fermarmi, sembra incredibile, ma non abbiamo mai il tempo di riflettere.

D. In occasione della Pasqua hai preparato un piatto tricolore che hai postato sui social, che messaggio hai voluto veicolare?
R. Era un paté di patate e tonno decorato con i colori della bandiera italiana. Sono convinto che l’Italia è il Paese più bello del mondo e lo dico dopo aver viaggiato tantissimo. L’Italia è il mio Paese e non potrei vivere in nessun altro posto al mondo.

D. In Italia le attività sono bloccate da oltre un mese, qual è la situazione nel settore della moda, fiore all’occhiello della nostra economia?
R. La situazione è molto critica, considera che abbiamo perso due stagioni. Se ci saranno interventi immediati e soprattutto mirati potremmo tentare di recuperare nell’autunno- inverno. Sono del parere che, adottando tutte le cautele dovute, dobbiamo ripartire prima possibile.

D. Cosa si può fare per tutelare questa grande risorsa dell’economia italiana e chi lavora in questo ambito?
R. Credo che la soluzione sia unire le forze tra tutti i rappresentanti del settore, non è più il tempo dell’individualismo.

D. A causa della diffusione del coronavirus e delle limitazioni che ci sono state imposte abbiamo dovuto cambiare il nostro modo di vivere e di pensare.
Se volessi pensare a una stampa che riflette questi tempi quale sarebbe?
R. Sicuramente una stampa ispirata ai fiori e alla natura.
Abbiamo bisogno di colore per recuperare ottimismo e energia.

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