L’amministrazione comunale di Padova, retta da un fritto misto di Partito democratico ed estrema sinistra, si è sempre dimostrata allergica anche alle più basilari regole della democrazia rappresentativa. Tuttavia, seguendo evidendemente l’esempio del Governo nazionale, la Giunta patavina si è fatta prendere la mano arrivando a vette di dispotismo autocratico fino ad ora sconosciute. Dopo aver imbavagliato le minoranze emanando disciplinari che, con la scusa del Covid 19, impediscono da due mesi e mezzo il dibattito in aula consiliare, ora intende servirsi dei richiedenti asilo per controllare i padovani. È di ieri la notizia che l’assessore al verde pubblico-fedelissima dello sfidante di Zaia alla carica di Governatore- ha intenzione di utilizzare i richiedenti asilo per controllare i cittadini che si recano nei parchi pubblici. A fronte di questa ennesima e pericolosa buffonata arcobaleno, si è levata forte e ferma la protesta dei Consiglieri Comunali di FdI di Padova, Elena Cappellini, Matteo Cavatton ed Enrico Turrin. I nostri rappresentanti hanno occupato simbolicamente l’aula consiliare, rimandovi sino a notte fonda per far valere il loro sdegno e confermare la loro strenua e non negoziabile difesa dei diritti dei padovani.

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