“Prima del voto che attenderà il Parlamento Europeo , pensiamo sia più serio e responsabile conoscere i contenuti veri e finali del Recovery Fund. L’impressione di fronte alla presentazione di oggi al Parlamento Europeo è duplice. Da un lato si sono fatti passi avanti nella direzione auspicata. Ma dall’altro ci sono questioni dirimenti che vanno chiarite prima, e in ragione delle quali troviamo sguaiate le urla di giubilo del governo Conte”. Lo afferma da Bruxelles l’europarlamentare di FDI, Nicola Procaccini, commentando la presentazione delle misure proposte oggi dalla Commissione Europea. 
“Innanzitutto confidavamo in un fondo ben più cospicuo (come Conte, del resto). Vorremmo conoscere esattamente i tempi per l’accesso a queste risorse finanziarie. Siamo molto preoccupati dalla tempistica UE che non sta considerando l’urgenza di intervenire prima che sia troppo tardi. Preoccupa anche la possibilità che gli Stati membri vengano obbligati ad impiegare le risorse del Recovery Fund per realizzare gli obiettivi del green deal. Sarebbe come se non ci fosse mai stata una pandemia.
Vorremmo anche conoscere le condizioni, se ci sono condizioni, per accedere ai prestiti e ai finanziamenti a fondo perduto.
Inoltre, sappiamo che ben 4 Stati (di cui 3 a guida socialista) intendono bloccare il Recovery Fund in seno al Consiglio Europeo, dove sappiamo serve l’unanimità”, conclude Procaccini.

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