A Piazza Vittorio, mercato storico di Roma, lo conoscevano tutti come il Roscio.
Negli anni 40 Giuseppe Colecchia lavora al banco del pesce di Mario Costa. Ha otto anni, gli occhi azzurri e i capelli rossi.
Impara velocemente e quando compie vent’anni si mette in proprio: un banco di pesce con lo zio a Piazza Vittorio.
Giuseppe si sposa e nascono quattro figli: Sergio, Gabriella, Nicola e Alfredo.
Vivono nel quartiere Alessandrino, che in quel periodo è in grande fermento, abitano lì Claudio Baglioni, Nello El Greco, Gigi Sabani, Elvino Echeoni. L’Alessandrino è una grande famiglia e i ragazzi crescono tutti insieme.
Sergio è il più piccolo tra i suoi amici ma quando i ragazzi del quartiere si radunano nei garage per suonare e cantare li raggiunge per ascoltarli, poi va a giocare a calcio nella squadra della zona, la Ossidal.
La scuola non gli piace, preferisce i colori del mercato, con le voci che si sovrastano e la gente che affolla i banchi.
Il padre a Piazza Vittorio lavora senza sosta, i clienti sono numerosi e vengono da tutti i quartieri di Roma tanto che Giuseppe deve aggiungere un altro banco al mercato. Sergio gli chiede di poter andare a lavorare con lui a Piazza Vittorio,
il padre tentenna, Sergio ha soltanto quattordici anni e dovrebbe continuare gli studi ma il figlio insiste e Giuseppe alla fine acconsente.
Sergio ha i capelli rossi e gli occhi azzurri come il padre, è estroverso, sorridente e comunicativo, per tutti è Sergetto. Vuole imparare il mestiere e inizia dalla pulitura del pesce: osserva il padre e impara subito che ogni pesce richiede una specifica tecnica, è attento e preciso, gli piace quel lavoro di pazienza.
Gli piace soprattutto andare con il padre ai mercati generali a comprare il pesce. Si svegliano alle due del mattino, quando tutti gli altri dormono e intorno è buio pesto ma quando entrano ai mercati generali sembra pieno giorno: luci abbaglianti, colori, voci forti e una folla di acquirenti che si accalca intorno ai banchi.
Giuseppe compra dai suoi rivenditori fidati, li presenta a Sergio, gli insegna a riconoscere la qualità del pesce, a acquistarne la giusta quantità per avere sempre il prodotto fresco, a contrattare il prezzo.

Negli anni 70 Giuseppe acquista altri due banchi a Piazza Vittorio, in tutto ne ha quattro. I figli lavorano tutti con lui, per la gente di Piazza Vittorio sono “I Rosci”.
Nel 1992 Sergio decide di aprire il suo banco del pesce al mercato di Casal de’ Pazzi- Ponte Mammolo, insieme alla moglie Giovanna e i figli, Jessica e Moreno.
Il quartiere ha poche strade, soltanto qualche palazzo e il mercato.
Mentre Sergio allestisce il suo banco già si diffonde la voce che “i Rosci” stanno per arrivare in quel nuovo mercato.
All’apertura clienti e curiosi affollano il banco di Sergio, il pesce freschissimo viene venduto tutto in poche ore.
Sergio diventa in breve il punto di riferimento non soltanto della zona ma anche di altri quartieri di Roma. La varietà dei prodotti che offre, il servizio di sfilettatura del pesce, di pulitura dei molluschi, i suggerimenti delle ricette dalle più tradizionali alle più innovative
conquistano la clientela più esigente.
I Rosci sono famosi per carpacci, che eseguono su ordinazione.
Un giorno, arriva al mercato all’ora di punta un nuovo avventore e gli chiede una serie di carpacci. Sergio quella mattina ha il banco più affollato del solito e preparare tutti quei carpacci in quel momento è impossibile. Il cliente gli spiega che gli occorrono per una cena importante e lo prega di aiutarlo. Sergio non batte ciglio, chiama il ragazzo più veloce nelle preparazioni e gli spiega che deve preparare i carpacci richiesti dal nuovo cliente.
Torna rapidamente a servire al banco, sostituendo il ragazzo impegnato. In breve i carpacci sono pronti, il cliente rimane meravigliato dalla celerità del servizio e dalla gentilezza dei Rosci, torna il giorno dopo per ringraziare e il giorno dopo ancora per acquistare altro pesce, diventa così uno dei loro clienti più assidui.
Per Sergio i suoi ragazzi sono una famiglia, una squadra unita, compatta e efficiente.
La mattina presto, mentre sistema il pesce sui banchi Sergio canta, intona una canzone e subito lo seguono gli altri.
Lavorano in allegria, con passione, Sergio ama il suo mestiere e trasmette il suo entusiasmo alla sua squadra, come faceva quando giocava a pallone.
Ma quello che Sergio ama di più è andare con suo figlio Moreno ai mercati generali, come faceva tanti anni fa con il padre.
Alle tre del mattino entra nell’enorme spazio illuminato a giorno, si dirige verso i rivenditori che conosce da sempre, i figli di coloro che vendevano il pesce al padre e insieme a Moreno inizia le contrattazioni.
La Sovrana Bellezza siamo noi.

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