“Conte ha perso un’altra battaglia con il Pd, l’ha fatta perdere al M5S e, soprattutto, all’Italia. La supercazzola inventata in luogo dell’attesa revoca della concessione autostradale serve solo a tirare la palla avanti, a prendere tempo in attesa che equilibri differenti consentano di tutelare la famiglia Benetton, amica storica della sinistra, e l’intera pletora di cooperative  e consulenti che sono stati beneficiati di regalie milionarie dagli anni ‘90 in poi, creando un circuito vizioso di complicità aggravato dall’incuria, dagli scarsi investimenti, dall’inesistente manutenzione della rete che si è materializzata nella tragedia del crollo del ponte Morandi.

La retorica stucchevole messa in campo in difesa degli attuali concessionari è stata condita da farneticazioni autentiche, del tipo: “chi verrà più a investire in Italia se sarà revocata la concessione?”…Mi domando, al contrario, quale avvilente immagine di scarse serietà e autorevolezza stia dando l’Italia che, di fronte a contratti non rispettati dalla Società Autostrade, alla vergogna di un ponte che crolla i cui fotogrammi fanno il giro del mondo e al dolore per le 43 vittime della tragedia non abbia ancora provveduto alla revoca né abbia avanzato la richiesta di risarcimento dei miliardari danni morali e materiali subiti. Anche debolezza, ricattabilità e sciatteria fanno scappare gli investitori”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi. 

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