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“Il protocollo sicurezza firmato dal ministro dell’Istruzione Azzolina è un timido passo verso la riapertura di settembre. Una ripresa che certamente tutti auspichiamo, ma i ritardi accumulati in questi mesi non promettono nulla di buono, perché se i problemi sono il distanziamento sociale e le ‘classi pollaio’ allora bisognava programmare con anticipo, pianificare la ristrutturazione degli edifici scolastici, riparare quelli fatiscenti, riaprire i piani di quei plessi non utilizzati per diminuzione numero studenti. Soprattutto, il Governo poteva investire sulle scuole pubbliche paritarie incoraggiandole ad avere un numero superiore di alunni, decongestionando così le pubbliche statali in una visione sussidiaria. Per fronteggiare il problema dei tanti genitori che da settembre dovranno lasciare i bambini da qualche parte, visto che non ci sono nidi pubblici sufficienti per ospitarli nonostante le promesse fatte in pompa magna dal presidente del Consiglio, era necessario incentivare i gestori di servizi privati socio educativi 0-6 anni. Ma anche questo non è stato fatto. Non ci rassicura il ‘garantisco io sulla scuola’ del premier Conte. Dal Governo sono prevalsi l’approssimazione, i ritardi e la mancanza di visione per poter far ripartire la scuola in presenza ed efficienza”.

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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