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di Amedeo La Mattina

Giorgia Meloni non cambia idea sul Si al taglio dei parlamentari, ma apre una porticina alla libertà di voto. E soprattutto ha il sospetto che nella maggioranza, soprattutto tra i 5 Stelle, ci sia il tentativo di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dal voto per i governatori. «Con la probabile prevalenza del Si canteranno vittoria, pensando così di nascondere un’eventuale sonora batosta alle regionali. La leader di Fratelli d’Italia diffida il premier Conte e il ministro Gualtieri a non «ricattare» gli elettori che si recheranno alle urne dicendo che i soldi del Recovery Fund arriveranno solo se vincerà la sinistra.

Berlusconi esprime molti dubbi sul referendum voluto dai 5S: alla fine lascerà libertà di voto. Lei non è tentata di cavalcare il No per dare una spallata letale al governo? «Sulle questioni fondamentali il limite di FdI è che non fa tatticismi. Se una cosa la ritengo giusta, la sostengono. Abbiamo votato sempre per il taglio dei parlamentari a cavallo dei due governi Conte. Ora non ho motivo di cambiare idea anche se comprendo diverse critiche che vengono mosse. So bene che non basta il taglio e abbiamo fatto notare che non si possono tagliare gli eletti e lasciare lo stesso numero dei senatori a vita, facendolo pesare di più nell’elezione del capo dello Stato. Insomma, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Tra l’altro siamo l’unico partito che non ha prestato senatori per chiedere il referendum. Adesso però la decisione spetta agli italiani, che sono liberi di votare per il Si o per il No. Ma attenzione per noi la vera battaglia non è questa: il test politico per il governo sono le regionali. I 5 stelle invece voglio spostare tutto il focus del voto del 20 e 21 settembre sul referendum: è un modo per evitare di dare peso al voto sui governatori. E non capisco perché nel centrodestra si dia sponda a questo tentativo visto che il referendum pesa zero sul governo».

Il premier Conte si è speso per un accordo in Puglia su un candidato unitario che rispecchiasse la maggioranza che lo sostiene. Se dovesse vincere il suo candidato Raffaele Fitto, oltre a Francesco Acquaroli nelle Marche, un minuto dopo tutto il centrodestra chiederà le dimissioni del presidente del Consiglio? «Intanto bisogna sottolineare che mentre il centrodestra è unito in tutte le Regioni in cui si vota, i partiti della maggioranza non sono riusciti a mettersi d’accordo da nessuna parte, tranne in Liguria. Questo dimostra che la loro è un’alleanza di potere: stanno abbarbicati alle poltrone solo per evitare che noi possiamo vincere alle elezioni politiche. Nei territori Pd e M5S si schifano reciprocamente, questo dovrebbe essere valutato dagli elettori. Se Emiliano non riesce a convincere Renzi, Calenda, Bonino, Di Maio a sostenerlo, perché dovrebbe convincere i pugliesi? Emiliano è stato un pessimo governatore che a 15 giorni dal voto indice concorsi per assumere in maniera clientelare. Poi c’è il raccapricciante metodo di Conte e Gualtieri che fanno capire che per fare arrivare i soldi del Recovery Fund alle regioni dove si vota è bene che vinca la sinistra. I soldi europei non sono di Conte e di Gualtieri. Se continuano con questo metodo ricattatorio chiederò l’intervento del capo dello Stato».

Emiliano dice di avere poco tempo per fare campagna elettorale perché da governatore deve occuparsi dell’emergenza Covid. È un tema che porta consensi a chi già governa. E chiede agli elettori 5S il voto disgiunto. È preoccupata? «A essere preoccupati mi sembrano Emiliano, Conte e tutto il Pd. Ma scusate, vogliamo parlare di quello che il governo ci ha tenuto nascosto sull’epidemia? Il 12 febbraio il governo è stato informato dal Comitato scientifico su tutto quello che sarebbe successo, ma non se ne sono accorti perché Zingaretti era impegnato con i brindisi a Milano. Ora dice che se ci fossimo stati al governo noi le spiagge sarebbero piene di fosse comuni. Dichiarazioni vergognose per le quali attendo le scuse. I veri negazionisti sono stati loro che abbracciavano i cinesi mentre noi chiedevano la quarantena per chi arrivava dalla Cina. E dire che avevano le informazioni alle quali noi non avevamo accesso. Per questo pretendiamo la pubblicazione di tutti i verbali del Cts e porteremo la questione in Parlamento».

L’arrivo continuo di migranti e la recrudescenza estiva dei contagi sta gonfiando le vostre vele elettorali? «Fanno tutto loro. Intanto vogliamo dire che l’arrivo massiccio di questi giorni è il risultato della sanatoria indiscriminata voluta dalla Bellanova? Dicevano che quella scelta non avrebbe aumentato gli sbarchi, poi sono dovuti correre in Tunisia a chiedere di diffondere la notizia che non era vero che l’Italia regolarizza tutti. È il ministro Lamorgese su quale pianeta vive? Ha dovuto mandare a Lampedusa tre navi quarantena per tamponare il collasso degli hotspot, mentre solo pochi giorni fa assicurava che il numero dei migranti non è un’emergenza. Prima spalancano i porti, poi voltano le spalle alla Sicilia e ora cercano anche di mistificare la realtà con le loro menzogne. L’immigrazione va governata con serietà e fermezza, anche attraverso una missione europea per mettere in atto un blocco navale. Segnalo che in questi giorni, di fronte agli sbarchi illegali che cominciavano a moltiplicarsi, la Gran Bretagna ha deciso di schierare la Marina militare nella Manica. Noi preferiamo dare vita a una flotta di navi quarantena, chiaramente pagate dagli italiani».

Con quale sensazione manderà sua figlia a scuola? «Con la speranza di ogni mamma di non veder chiudere la scuola. Questo governo è incompetente, non ha uno straccio di idea su come riaprire in sicurezza. Hanno perso mesi senza fare nulla, hanno bocciato tutte le nostre proposte e ora non sanno cosa fare».

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