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“A maggio scorso ha fatto richiesta di scarcerazione perché essendo vecchio e malato aveva paura di essere infettato dal Covid-19. Due mesi fa si è lamentato del cibo servito nel penitenziario, perché poco e di scarsa qualità, tanto da compromettere la sua salute. Oggi il terrorista Cesare Battisti fa sapere di aver cominciato lo sciopero della fame contro l’isolamento cui è sottoposto. Richieste vergognose dettate da un ergastolano, responsabile di efferati omicidi di cui non si è mai pentito e che è sacrosanto che adesso sconti le sue pene nelle modalità previste. Caro Battisti… è la differenza che corre tra un anno e mezzo di carcere e 37 anni di impunita latitanza facendosi beffa delle vittime, dello sconforto dei familiari e dell’intero Stato italiano. C’è un tempo per prendersi gioco del dolore arrecato e un tempo per tacere con dignità, ad avercela…”.

 

E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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