fbpx
if($_SERVER['REQUEST_URI'] == '/') {

 

Daily CBDLa tua fonte # 1 per gli estratti di CBD e canapa

}

“Inps sia solerte anche con chi ha reddito di cittadinanza”

“I rischi ambientali e sociali dell’amianto e le sue ricadute in termini di tutela della salute non vanno dimenticati. Anzi questo governo, e in particolare i ministri Catalfo e Costa dovrebbero rilanciare con forza questo tema, anche sulla base dei dati forniti dall’ONA che stima la presenza, in Italia, ancora di circa 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto e contenenti amianto, distribuiti in circa un milione di siti, tra cui scuole, biblioteche, ospedali”.

A dirlo è il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra che, insieme al senatore di FdI, Giovanbattista Fazzolari, ha presentato un’interrogazione ai ministri del Lavoro e dell’Ambiente alla luce della recente sentenza della Corte di Appello di Catania che ha annullato quella con cui il Tribunale di Siracusa aveva condannato l’INPS ad accreditare, a dieci lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto. Annullamento su cui i senatori di FdI chiedono l’intervento del ministro Catalfo per “dirimere la questione restituendo immediata dignità agli stessi e ai loro diritti”.

Però, il senatore La Pietra sottolinea come “il caso dei lavoratori delle Industri Meccaniche Siciliane ci ricorda che il problema dell’amianto non è scomparso e che va affrontato. Ad esempio, sono diverse le mancate bonifiche dei siti all’interno del SIN e su cui il ministro Costa e il governo dovrebbe chiarire cosa intende fare in tempi rapidi”. Così come, conclude il senatore di Fratelli d’Italia “sarebbe opportuno che il ministro dell’Ambiente riferisse in Parlamento sullo stato dei lavori della Commissione Amianto e sulle misure che si intendono adottare per fronteggiare il problema derivante dalla presenza di amianto sul territorio italiano”.

A sua volta Cinzia Pellegrino, Coordinatore nazionale del Dipartimento tutela Vittime di Fratelli d’Italia, spiega: “Non è la priva volta che l’INPS, Ente nato per dare tutela previdenziale ai suoi assistiti, contesta in tribunale diritti pensionistici già acquisiti per legge o istruisce cavillosi procedimenti di verifica su richieste che dovrebbe semplicemente convalidare e pagare. Non abbiamo visto la stessa solerzia per verificare i requisiti di coloro ai quali è stato assegnato il reddito di cittadinanza, regalato a mafiosi e delinquenti.  Ci auguriamo che l’intervento del Ministro sia esaustivo e tempestivo perché queste dinamiche non si ripetano più e si evitino gesti estremi dei lavoratori che sono già da luglio in sciopero della fame”.

Condividi

Facebook

NEWSLETTER

Social