“I Cinquestelle non si smentiscono mai, la libertà di stampa vale solo quando serve ad attaccare gli avversari politici. Peraltro da chi è amico di Hannoun e sostenitore di Maduro c’era ben poco da aspettarsi. Nuovamente, infatti, il bersaglio della loro censura è Tommaso Cerno colpevole di aver smascherato quel sistema di dossieraggi che vede nella figura del consulente Bellavia il tramite tra Report e le Procure. Tanto è bastato per lanciare la loro vergognosa campagna di censura. A Cerno di cui sono note e apprezzate il rigore e la professionalità piena solidarietà e vicinanza”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami
“È inaccettabile che un programma del Servizio Pubblico utilizzi un consulente delle Procure per avere accesso a informazioni riservate e confezionare inchieste mirate che potrebbero risultare incompatibili con qualsiasi Codice etico. Bene quindi l’inchiesta di Cerno, che non si farà di certo intimidire da questi riprovevoli attacchi. A lui rinnoviamo stima e solidarietà perché la libertà di stampa va difesa soprattutto per garantire un’informazione libera, che lo deve essere in particolare nel Servizio Pubblico”, affermano i componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione Vigilanza Rai.
“È vergognosa la richiesta di epurazione dalla Rai formulata dai Cinque stelle nei confronti del direttore del giornale Tommaso Cerno: la sua colpa sarebbe quella di aver fatto esplodere con un’inchiesta giornalistica il caso Bellavia, un consulente di Report responsabile di numerosi dossieraggi. Capiamo che il loro parametro di libertà di stampa sia quello del loro amico Maduro in Venezuela, ma ci dispiace deluderli: in Italia non funziona così”. Lo afferma in una nota il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.