“L’imprenditore Giovanni Buini, ascoltato oggi in commissione Covid, ha aggiunto ulteriori elementi all’inquietante vicenda del mascherine-gate. Nel 2020, in piena emergenza pandemica, Buini ha cercato un contatto con la struttura commissariale per fornire mascherine. Conosce così gli avvocati Gianluca Esposito e Luca Di Donna, quest’ultimo afferma di essere un ‘fedelissimo’ dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tanto che il secondo incontro con Buini si svolge nello studio legale di Guido Alpa, maestro dello stesso Di Donna e, appunto, di Conte.
Ebbene, Esposito e Di Donna hanno fatto sottoscrivere a Buini due contratti di consulenza che, da quanto emerso, nascondevano tutt’altra attività meglio individuata in un terzo contratto che prevedeva espressamente il riconoscimento in loro favore di una percentuale sul volume di affari che gli avrebbero fatto sviluppare con la struttura commissariale. Richieste probabilmente illecite, cifre enormi che hanno spaventato l’imprenditore che ha, pochi giorni dopo, revocato i mandati conferiti.
Siamo di fronte ad una richiesta di tangente? Non lo ha escluso Buini nel corso della audizioni, lo confermerebbero le circostanze. Ma, nonostante i fatti gravi, la Procura di Roma ha poi deciso di richiedere l’archiviazione del procedimento penale. Per Fratelli d’Italia invece questi fatti provano ancora una volta ciò che abbiamo sempre sostenuto, ossia che mentre gli italiani morivano, c’erano spregiudicati che grazie ai loro rapporti con politici della sinistra al governo probabilmente facevano affari ai danni dello Stato”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari di Fratelli d’Italia in commissione Covid.