“La cooperativa agricola ‘Il Forteto’ non è mai stata allacciata all’acquedotto. Lo stesso caseificio, che ha rappresentato la gran parte della produzione della cooperativa, ha per decenni utilizzato acqua non potabile, in una struttura peraltro coperta da eternit. Oggi non sono ormai più riscontrabili eventuali effetti nocivi che ci potrebbero essere stati sui latticini, certo è che sono stati prodotti al di fuori del sistema normativo.
Una situazione di illegalità di cui le istituzioni erano perfettamente al corrente: eppure nessuno è intervenuto. E’ sconcertante. La relazione presentata dal consulente geologo al tribunale civile di Firenze, conferma ancora una volta il panorama di vantaggi e protezioni che negli anni il Forteto ha avuto, grazie anche alla connivenza delle istituzioni. Nella fattispecie la Regione Toscana è venuta a conoscenza di queste anomalie, ma non è intervenuta. Non solo: nel 1984 il Comune di Vicchio ha rilasciato un’autorizzazione sanitaria per laboratorio caseario, connessa ad un sistema di potabilizzazione delle acque, che però non c’è mai stato.
Insomma: nel luogo degli orrori, dove venivano abusati i bambini, la cooperativa non solo ha sfruttato il lavoro minorile, ma ha prodotto in strutture fuori norma e nell’illegalità più completa, come emerge, come se non bastasse, anche da quest’ultima vicenda dell’approvvigionamento idrico. La commissione d’inchiesta ha acquisito l’intera documentazione ed è già al lavoro per stabilire le responsabilità”. Lo afferma il deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare sul Forteto, Francesco Michelotti.