“L’approvazione definitiva della legge che priva chi uccide del potere di disporre delle spoglie della vittima colma una lacuna inaccettabile del nostro ordinamento. Non era ammissibile che l’autore di un femminicidio, anche solo indagato, potesse esercitare un diritto sulle spoglie della donna uccisa, con possibili ricadute anche sugli accertamenti giudiziari. Era una distorsione che andava corretta.
Questa norma ristabilisce un principio di buon senso e di rispetto: la dignità della vittima viene prima di tutto. Lo Stato deve essere fermo e coerente nel rimuovere ogni automatismo normativo che, anche indirettamente, possa favorire chi si è reso responsabile di un delitto così grave. Come commissione continueremo a lavorare per rafforzare tutele, prevenzione e strumenti normativi, perché ogni dettaglio conta quando si tratta di contrastare la violenza di genere”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Cristina Almici, componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.