“Una gravissima falla all’Agenzia delle Dogane permetteva di sdoganare dispositivi di protezione individuale potenzialmente inidonei e pericolosi per la salute, finiti negli ospedali, tra le forze dell’ordine e tra i comuni cittadini italiani. È quanto emerge oggi, a seguito dell’esame testimoniale in commissione Covid del coordinatore e di un tecnico dei laboratori dell’Agenzia delle Dogane deputati alle analisi sulle mascherine.
Infatti, veniamo oggi a sapere che tali laboratori sono stati accreditati solo a fine 2021 e che svolgevano esami chimico-fisici parziali sulle mascherine, in violazione delle norme di riferimento. Esami che evidentemente hanno indotto gli operatori doganali a sdoganare mascherine senza alcuna verifica di idoneità completa. I responsabili e i chimici hanno oggi ammesso che queste verifiche fossero parziali, è d’obbligo dunque chiedersi perché, pur sapendo di non poter fare tutte le analisi prescritte dalla normativa, le dogane abbiano deciso di emettere certificati di conformità utilizzando una dicitura capziosamente fuorviante.
Questa gravissima circostanza si somma a quanto già è stato scoperto dai lavori della commissione Covid, ossia che Inail e Istituto superiore di sanità facevano controlli solo documentali su mascherine cinesi e sulla base di documenti che si sono rivelati anche falsi. Ne deriva che in Italia, durante la pandemia, è entrato materiale sanitario d’ogni risma, senza controlli e con l’aggravante che sia il governo Conte che le altre strutture di nomina governativa sapevano. Questi dispositivi inidonei potrebbero aver favorito contagio e decessi. Fratelli d’Italia torna a sollecitare le procure affinché indaghino su ipotesi di epidemia dolosa”. Lo dichiara la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.