“Esprimo la solidarietà a Bruno Vespa per l’ennesimo, inaccettabile attacco sferrato dal Partito Democratico. È il solito, stucchevole copione: la sinistra si proclama paladina della libertà di stampa, ma non appena un giornalista libero prova a ristabilire il corretto confronto sulla base del rispetto reciproco e tutelando il diritto di parola e di espressione, scatta immediatamente il manganello mediatico.
Sono evidentemente rimasti ai tempi di Telekabul. La loro è un’intolleranza al pluralismo, vorrebbero continuare con un Servizio Pubblico riserva esclusiva della propria propaganda. Quando non sanno rispondere nel merito, come accaduto ieri sera a Porta a Porta, passano all’aggressione contro il professionista di turno”. Lo dichiara in una nota il deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Filini, capogruppo in commissione Vigilanza Rai.
“Il Pd vuole epurare Bruno Vespa. Dopo la vittoria al referendum sulla giustizia si sentono già in diritto di fare liste di proscrizione in Rai partendo da uno dei conduttori più autorevoli e seguiti dai telespettatori, che ha fatto la storia del servizio pubblico. Non hanno una sola idea su come affrontare i problemi degli italiani, pensano solo alla censura dei giornalisti che osano essere indipendenti e non al loro servizio. Se fanno così dopo aver vinto solo un referendum mi immagino cosa accadrebbe se, malauguratamente per gli italiani, dovessero vincere le prossime elezioni politiche”, afferma il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.
“Bisogna ringraziare Bruno Vespa per non aver accettato un’accusa ingiusta e lesiva di un professionista che è sempre stato equilibrato e super partes e indiscusso autore di dibattiti, anziché di monologhi a cui la sinistra purtroppo è abituata, salvo cercare di interrompere gli avversari. Ieri con la risposta alla volgarità di Provenzano, Vespa ha difeso non solo i professionisti ma il pluralismo e lo stesso Servizio pubblico.
La sinistra si proclama paladina della libertà di stampa, ma poi usa il manganello mediatico contro chiunque non si pieghi al loro pensiero unico e alla loro arroganza nell’imporsi nel dibattito. L’epoca dei diktat è finita, non siamo ai metodi di Telekabul: il Servizio Pubblico non è una proprietà privata di un Pd che deve ancora esercitarsi a rispettare avversari ma anche giornalisti e professionisti”. conclude il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.