“Una notizia importante, che conferma la validità della strada che abbiamo indicato e quanto siano costati all’Italia due anni persi a causa di letture giudiziarie forzate e infondate. Noi, intanto, andiamo avanti. Perché sul contrasto all’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Il pronunciamento della Corte di giustizia dell’Unione europea mette una pietra sopra le critiche che per mesi la sinistra ha strumentalmente scagliato contro il protocollo Italia-Albania nella gestione dei flussi migratori. Come abbiamo avuto modo di verificare sul posto lunedì scorso con una delegazione di parlamentari di Fratelli d’Italia, il centro di Gjader funziona, è efficiente e rispetta tutti gli standard.
Occorre inoltre sottolineare che da giugno, con l’entrata in vigore delle norme che lo consentono, sarà utilizzato anche come hub per il ritorno, come previsto dai piani del Governo. Del resto, gli accordi con Paesi terzi rappresentano un deterrente all’immigrazione clandestina nonché un modello italiano in Europa.
Ora la sinistra, sempre pronta a tifare contro gli interessi dell’Italia e quella parte di magistratura dalle sentenze orientate a sinistra, prendano atto di questa significativa decisione, che è una vittoria non soltanto del governo Meloni ma di chi crede in un’immigrazione governata dalla legge e non da chi la trasgredisce”, afferma Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia.
“A poche ore dal video in cui Elly Schlein ci spiegava che i centri in Albania andrebbero smantellati perché sono contrari al diritto Ue, citando la Corte di Giustizia dell’Unione europea, l’avvocato generale della stessa Corte, Nicholas Emiliou, afferma esattamente il contrario: e cioè che il protocollo è in linea con la normativa Ue in materia di rimpatrio e procedure di asilo.
È un’ulteriore dimostrazione di quanto siano basate più sull’ideologia che sul diritto quelle sentenze che hanno riportato in Italia i migranti trasferiti in quei centri, tra cui, va ricordato, soggetti con profili di pericolosità sociale non indifferenti. L’avvocato generale nel sancire la conformità del trattato, dunque, chiarisce che i centri avrebbero potuto funzionare a pieno regime da subito a conferma del fatto che le prese di posizione della magistratura italiana erano totalmente prive di fondamento”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, responsabile dipartimento Immigrazione del partito.