“Esprimo piena vicinanza e solidarietà alla presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo, vittima di un meschino attacco da parte di alcuni manifestanti che hanno partecipato al corteo di Palermo in ricordo della strage di Capaci. Spiace che quella che dovrebbe essere una manifestazione per unire le coscienze e rinnovare l’impegno civile in ricordo di chi ha perso la vita per difendere la legalità e la giustizia venga offuscata da squallidi episodi. Siamo certi che la presidente Colosimo non si lascerà intimorire da questi vili attacchi e continuerà a guidare con decisione e autorevolezza la Commissione, portando avanti quel prezioso lavoro di ricerca della verità sulle stragi del ‘92 che attendiamo da 34 anni”. Lo dichiara in una nota il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.
“Strumentalizzare la strage di Capaci per attaccare la Presidente della Commissione Antimafia sarebbe squallido se fosse solo per motivi politici. Se invece, come temo, questo attacco a Chiara Colosimo nascesse per il lavoro che la commissione antimafia da lei presieduta sta svolgendo per la ricerca della verità sul dossier mafia-appalti a cui lavoravano Falcone e Borsellino e frettolosamente parzialmente archiviato e nascosto in questi anni anche da magistrati poco trasparenti, si tratterebbe di vera e propria copertura alla mafia, agli stragisti e ai depistatori di questi anni”, scrive sui social il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli.
“Solo i paladini di sé stessi non si sono accorti del grande messaggio emerso oggi: l’unica foto davvero da commentare è quella del presidente Colosimo accompagnata al Museo del Presente da Maria Falcone e Lucia Borsellino. È un’immagine che restituisce, senza bisogno della retorica del M5s, la dimensione umana del presidente della Commissione Antimafia: una donna che ogni giorno lotta per restituire quella verità e quella giustizia troppo a lungo negate.
Il tempo delle bugie è finito per chi ha cercato, e continua ancora oggi, di mascherare, dietro speculazioni politiche, la propria povertà intellettuale e morale. Oggi il Museo del Presente ha definitivamente sepolto il “Museo del Passato” di Conte, Scarpinato e di tutti coloro che hanno seguito una strategia denigratoria nei confronti della Commissione antimafia che ha dimostrato con i fatti di lavorare, ogni giorno, con coscienza e umanità”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, componente della Commissione Antimafia.