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Covid: governo Conte rifiutò monoclonali gratis. Faremo chiarezza

  • 26 Maggio 2026
“Nell’autunno 2020 scienza e politica italiana scelsero di non scegliere, cioè rifiutarono una donazione di 10 mila dosi di monoclonali per curare il Covid. La casa farmaceutica che avrebbe voluto donare alla Nazione questi strumenti per combattere il virus, in una fase di emergenza, era la Lilly. Curioso che pochi mesi dopo lo Stato acquistò delle quote, per 15 milioni di euro, di una società che operava nello stesso settore della Lilly.
Tutto ciò lo scopriamo attraverso gli scambi di e-mail che avvennero tra scienziati che ricoprivano ruoli apicali nel Cts, in Aifa, al Ministero della Salute, nell’Istituto Spallanzani. Le perplessità di un singolo scienziato verso i monoclonali, emerse dallo scambio di e-mail, non coincidono con un dato scientifico certo, ossia lo studio di fase 3 della stessa Lilly nei pazienti ad alto rischio, il quale dimostra una riduzione del livello di ospedalizzazione di oltre il 90 per cento.
Dunque, secondo il governo di allora, le monoclonali non era utili, eppure lo Stato decideva di acquistare una parte di un’azienda farmaceutica concorrente alla Lilly e procedeva all’ acquisto di dosi a mille euro cadauna. Fratelli di Italia ha preso l’impegno di portare alla luce ogni scelta compiuta in periodo Covid dagli scienziati, dai politici e dall’apparato burocratico. Chi aveva potere decisionale poteva non essere pronto durante la prima ondata. Forse. Ma per la seconda ondata non ha scuse. Forti dell’acquisizione delle e-mail intercorse in quel periodo, in commissione d’inchiesta Covid ci confrontiamo con chi tra il 2020 e il 2022 ha gestito l’emergenza pandemica.
Oggi lo abbiamo fatto con il professor Giovanni Rezza, che è stato testimone della vicenda e ha dichiarato che era favorevole alle monoclonali asserendo che ‘in quel momento non avevamo altro’. Questo fatto potrebbe definire un nuovo caso di amichettismo. Si mettano l’animo in pace, perché andremo fino in fondo per onorare l’impegno che ci siamo presi con gli italiani”. Lo dichiara in una nota Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid.

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