“Con questa proposta normativa si introduce un principio essenziale: quello della trasparenza e della corresponsabilità educativa. Le famiglie vengono poste nella condizione di conoscere in modo chiaro e preventivo contenuti, finalità e modalità delle attività formative che affrontano temi particolarmente delicati e sensibili. Noi rivendichiamo con forza un principio chiaro: la famiglia non è un soggetto marginale, ma il primo nucleo educativo della società. Coinvolgere le famiglie non significa arretrare sulla scuola: significa rafforzarla. Escluderle, invece, significa indebolire quel patto educativo di cui oggi più che mai avvertiamo il bisogno.
Il consenso informato preventivo non rappresenta un ostacolo, bensì uno strumento di responsabilizzazione reciproca, capace di rafforzare il patto educativo e di prevenire incomprensioni e conflitti. Chi entra nelle scuole a parlare ai nostri giovani deve possedere competenze reali, documentate e verificabili. La scuola è certamente una comunità educante, ma non può diventare uno spazio aperto indiscriminatamente a chiunque”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia, Ella Bucalo, componente la commissione cultura a Palazzo Madama e vice responsabile nazionale del dipartimento Istruzione del partito.
“Grazie a questo provvedimento rendiamo davvero trasparenti tutta una serie di attività extracurricolari che talvolta vengono introdotte senza il reale consenso dei genitori. Da parte nostra non c’è alcuna volontà di oscurantismo, ma intendiamo mettere al centro la famiglia, tutelando i bambini e dando voce ai genitori.
Il voto di oggi è infatti un importante passo avanti verso la libertà educativa delle famiglie che hanno il diritto sacrosanto di stabilire quali insegnamenti i propri figli devono ricevere circa i temi sull’identità di genere”, afferma Grazia Di Maggio, deputato di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e firmatario della proposta di legge Amorese.
“Una vittoria storica per le famiglie italiane, un traguardo che mette la parola fine a anni di battaglie contro i tentativi di introdurre subdolamente l’ideologia gender nelle aule scolastiche, scavalcando il ruolo naturale di madri e padri. Questa legge non è un ostacolo alla didattica, ma una straordinaria garanzia di trasparenza. Restituiamo centralità ai principi costituzionali e internazionali che riconoscono la priorità educativa dei genitori”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento famiglia e valori non negoziabili di Fratelli d’Italia, Maddalena Morgante.