“La lettura dei giornali nelle ultime settimane non manca di riservare novità e soprese sul tema Covid. L’ultima in ordine di tempo viene da La verità che oggi racconta di un incontro avvenuto tra Giuseppe Conte e Domenico Arcuri lo scorso 18 giugno nella casa di quest’ultimo. Insomma, non bastavano le notizie sulle false fatture del maxiappalto di oltre un miliardo di euro per l’acquisto di mascherine farlocche, del giro di ricche consulenze tra Hong Kong, Milano e San Marino. Adesso anche il faccia a faccia tra coloro che gestirono l’emergenza Covid.
Viene da chiedersi cosa avessero da dirsi il duo Conte-Arcuri? C’entra qualcosa con la lettera inviata il giorno dopo da Arcuri al presidente Lisei in cui ha dato disponibilità ad essere audito dalla commissione? Che avessero necessità di concordare qualche posizione? Come al solito Conte preferisce parlare della pandemia altrove, ora probabilmente anche in privato con colui che aveva scelto come commissario all’emergenza Covid, ma non dove dovrebbe e cioè la commissione. Fratelli d’Italia continuerà a chiedere che l’ex Presidente del Consiglio si presenti in commissione per raccontare quello che sa su quanto sta emergendo dai lavori della commissione stessa. Su questo non faremo alcun passo indietro”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
“Il 17 giugno l’Ufficio di presidenza della commissione Covid decide, con la netta contrarietà del M5s, di escutere a testimonianza l’ex commissario straordinario Domenico Arcuri, nominato da Giuseppe Conte. Il giorno dopo, cioè il 18 giugno, l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte nonché componente della stessa commissione, incontra Domenico Arcuri. Il giorno dopo ancora, il 19 giugno, tramite lettera Arcuri avvisa la commissione, per la prima volta, che è ‘disponibile’ a farsi audire a testimonianza, disponibile si fa per dire visto che lui sa bene di essere obbligato dalla legge a rendere testimonianza quando, come in questo caso, è richiesta.
Ci troviamo dunque di fronte alla surreale, per non dire altro, situazione per cui il commissario Conte, ex Presidente del Consiglio dei ministri al tempo della pandemia, incontra Arcuri, testimone chiave di tutta la gestione Covid perché ex commissario straordinario, dopo la decisione della commissione di audirlo a testimonianza. Perché? Per fare cosa? Siamo di fronte a fatti gravi, dalla successione temporale inquietante, che rendono ancora più evidente il conflitto di interesse in cui versa Conte, il quale siede in commissione non per far emergere la verità ma per infossare la verità”, afferma la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.