“Giuseppe Conte sostiene che la Commissione Covid sarebbe un “plotone di esecuzione” orchestrato contro di lui. Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale. Questo, semmai, è stato troppo spesso il metodo del Movimento 5 Stelle: sostituire la ricerca della verità con il sospetto e l’insinuazione. Colpisce che, pur di sostenere questa tesi, si arrivi perfino a delegittimare il lavoro della Commissione e di quei giornalisti che, in questi anni, hanno cercato di ricostruire fatti, decisioni e responsabilità, liquidandoli come parte di un presunto disegno contro di lui.
Quello che dovrebbe interessare tutti, e che interessa soprattutto agli italiani, è una cosa molto più semplice: conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia, fare piena luce sulle decisioni assunte, sulla gestione dell’emergenza, sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche impiegate e accertare eventuali responsabilità, ovunque esse siano.
Non è un processo a una persona, tutt’altro. E francamente non capisco perché l’ex Premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di “buttarla in politica”. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani”. Lo dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Giuseppe Conte, dopo aver svolto un’audizione nella quale non ha aggiunto elementi di verità, ma piuttosto ha confermato le ombre e le opacità che la Commissione d’Inchiesta sul Covid ha evidenziato nel corso della sua attività, ora cerca di sfuggire nuovamente tirando in ballo il presidente del Consiglio. Sappia che noi a questo giochetto non ci stiamo, non pensi di poter distrarre l’opinione pubblica, gli italiani, da quelle che sono le responsabilità sue e del governo di allora.
La verità è evidente: il governo Conte è arrivato impreparato nella gestione della pandemia e questa impreparazione l’hanno subita a carissimo prezzo gli italiani. Così come non possiamo tollerare che continui ad attaccare società danneggiate dalle scelte del suo governo sperando che passi in secondo piano quello che ha detto in Commissione. Sulla vicenda della società Jc Electronics non possiamo che auspicare che Conte, così come ha detto in apertura della seduta di oggi, rinunci all’immunità e affronti la querela che la società ha detto di voler presentare”, affermano i componenti di Fratelli d’Italia della commissione di inchiesta sul Covid.