“Continuano a emergere fatti gravi dai lavori di commissione Covid e che confermano come l’avv. Di Donna ricevesse soldi a percentuale spendendo, direttamente o indirettamente, il nome di Giuseppe Conte. Oggi, sotto giuramento, il dott. Prete e il dott. Peligra, rappresentanti della società Portobello Spa, hanno riferito che l’avvocato Di Donna fu loro presentato come collega dell’allora presidente del Consiglio Giuseppe Conte, operante in uno studio romano molto importante con rapporti istituzionali di alto livello e in grado di dialogare fattivamente con i vertici di Cassa Depositi e Presiti al fine di poter ottenere dei finanziamenti. E infatti Portobello spa ottenne da Cdp un finanziamento di 3,5 milioni di euro e i procacciatori di affari, così come definiti, ossia gli avvocati Luca Di Donna e Lavori riuniti srl, incassarono per questa operazione 125 mila euro oltre Iva, ovvero il 3,5% sul finanziamento erogato. Questo fatto rappresenta l’ennesima conferma di un sistema di affari creato dall’avv. Di Donna e che faceva leva sulla spendita del nome di Giuseppe Conte.
Come è possibile che uno studio privato, per di più lo studio ove ha lavorato lo stesso Conte, svolgesse un ruolo di intermediazione con un’istituzione finanziaria controllata dallo Stato? Perché proprio un legale privato, l’avv. Di Donna, collega all’allora premier Giuseppe Conte, si occupava di introdurre imprese presso Cassa Depositi e Prestiti, soggetto pubblico, vestendo i panni del procacciatore di affari più che dell’avvocato? Perché Conte minaccia di querela tutti coloro che riferiscono questi gravi fatti che lo vedono coinvolto, con testimonianze tra l’altro coerenti e coincidenti, e non ha ancora querelato chi ha utilizzato il suo nome per fare affari? Sono domande a cui ci aspettiamo risposte”. Lo dichiara in una nota la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.