“Il clima di caccia alle streghe durante la pandemia di Covid fu da regime totalitario. Giornalisti, esponenti politici, esperti di varie materie e persino ricercatori scientifici furono censurati, ridicolizzati o demonizzati per aver espresso opinioni e studi sgraditi al pensiero allora dominante. È il caso della dott.ssa Loredana Frasca, ricercatore senior all’Istituto superiore di sanità (Iss), che fu attaccata, rimproverata e richiamata formalmente dall’Istituto sanitario nazionale a causa di uno studio sugli effetti avversi da vaccino pubblicato nel 2022 dal quale emergeva che le miocarditi, soprattutto nei giovani, erano triplicate. Inoltre lo studio analizzava possibili legami tra vaccini mRna e Dna e i tumori. La dottoressa ha raccontato la sua vicenda oggi in commissione Covid.
Evidentemente non si poteva disturbare il manovratore, ossia chi aveva lanciato una massiccia campagna di vaccinazione, attraverso obblighi concreti o surrettizi, persino nei confronti dei più giovani, vale a dire una categoria che aveva rarissime possibilità di manifestare forme gravi di Covid. A chi giovava questa vaccinazione di massa? Ne deve rispondere chi era al governo. Oggi il lavoro della commissione Covid serve proprio a svelare questo abominio di censura, che umilia la ricerca scientifica tentando di piegarla a meri interessi politici”. Lo dichiara la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.
“Lo studio si aggiunge, tra gli altri, alla pubblicazione di Ema del 2 dicembre 2021, che sconsigliava di inoculare il vaccino Moderna ai giovani maschi tra i 12 e 19 anni, perché maggiormente a rischio miocarditi. Ma, nonostante fosse l’Ema a lanciare questo allarme, in Italia a dicembre 2021 i dati, presenti sul sito del Ministero della Salute, ci raccontavano che la catena di comando non interruppe, bensì intensificò l’uso di Moderna nei confronti di giovani maschi.
L’audizione di oggi testimonia che in molti, tra rappresentanti politici e sanitari di allora, hanno minimizzato o persino nascosto l’esito di questo studio per timore che alimentasse sfiducia nei confronti del vaccino anti-Covid. Una vergogna, che avvilisce il rigore scientifico in favore dell’interesse politico”, afferma Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid.