Antimafia: depistaggi e indagini senza fondamento, Scarpinato si dimetta

“Le gravissime parole pronunciate oggi in commissione Antimafia dal Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, confermano punto per punto tutto ciò che Fratelli d’Italia denuncia da oltre due anni sul caso Scarpinato e mettono una pietra tombale sull’ipocrisia del Movimento 5 Stelle. Definire ‘intollerabile’ e un ‘salto di livello sproporzionato’ e di inaudita virulenza l’attacco sferrato dal senatore Roberto Scarpinato contro il Gip del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna certifica lo spettacolo indegno di chi, dopo aver sbandierato per una vita la difesa dei giudici dal potere politico, oggi usa il proprio scranno parlamentare per aggredire e delegittimare un giudice della Repubblica solo perché ha avuto il coraggio di scrivere la verità. Continuiamo a ribadire che il senatore Scarpinato ha il dovere morale e istituzionale di risolvere l’enorme conflitto di interessi che lo vede protagonista in Commissione Antimafia”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Raoul Russo, capogruppo nella commissione Antimafia.

“Le parole pronunciate oggi in commissione Antimafia dal Procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, spazzano via la narrazione del Movimento 5 Stelle sulla cosiddetta ‘pista nera’ e inchiodano Roberto Scarpinato alle sue responsabilità. Ma soprattutto conferma la correttezza e la bontà del lavoro della commissione Antimafia presieduta da Chiara Colosimo che sulla ‘pista nera’ ci aveva visto giusto.

Infatti, il Procuratore ha chiarito in modo inequivocabile che per la Procura nissena il filone in sé non è chiuso e ha una sua dignità se sorretto da elementi individualizzanti, ma ciò che vale ‘zero assoluto, meno 273,31 gradi della scala Kelvin’ è proprio la specifica indagine portata avanti dall’allora Procuratore generale di Palermo Roberto Scarpinato, basata sulle dichiarazioni prive di riscontri di Maria Romeo su Stefano Delle Chiaie e su presunte affermazioni che Alberto Lo Cicero non ha mai nemmeno reso alla polizia giudiziaria. Un’indagine sul nulla che, come ha denunciato lo stesso De Luca, Scarpinato ha condotto ‘in aperta violazione dell’articolo 11 del codice di procedura penale’, infrangendo il muro invalicabile della competenza funzionale che sulle stragi in cui furono uccisi i magistrati Falcone e Borsellino spettava esclusivamente a Caltanissetta”, afferma il deputato di Fratelli d’Italia, Saverio Congedo. 

“Il Procuratore ha certificato che Scarpinato e l’ex collega indagato Gioacchino Natoli ‘hanno concordato tutto’: hanno concordato a tavolino la strategia da adottare in Commissione Antimafia, hanno concordato quali persone chiedere di audire e hanno pianificato di ‘seppellire di carte la presidente Chiara Colosimo’. Non si è trattato affatto di una normale conversazione, ma di un vero e proprio ‘inquinamento probatorio ad ampio raggio’ che va a inquinare direttamente il materiale del procedimento giudiziario sulla strage di via D’Amelio.

 

È un fatto di una gravità senza precedenti: un componente della commissione Antimafia ha utilizzato il proprio ruolo parlamentare per pilotare i lavori della commissione, ostacolare la presidente Colosimo e inquinare le prove di un’indagine della Procura di Caltanissetta sull’eccidio di Paolo Borsellino. Giuseppe Conte non può più restare in silenzio di fronte a questo scempio: Scarpinato si dimetta immediatamente dall’Antimafia e venga a riferire come audito davanti al Parlamento”, conclude il deputato di Fratelli d’Italia, Sara Kelany.

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