“Ricevere 10 mila dosi di monoclonali da parte di Eli Lilly durante la pandemia rappresentava ‘un’opportunità straordinariamente interessante’ per curare i pazienti affetti da Covid. Opportunità che tuttavia il governo Conte II ha inspiegabilmente e colpevolmente rifiutato. La conferma è emersa oggi in commissione Covid, durante l’audizione di Guido Silvestri, docente e direttore del Dipartimento di Patologia e Medicina di Laboratorio della Emory University School of Medicine.
Dunque dopo l’allora presidente di Aifa, Giorgio Palù, che ha definito in commissione Covid i monoclonali dei farmaci salvavita, un altro esperto definisce assurdo quel rifiuto. Il fatto oltremodo grave è che il governo Conte II decise di rinunciare alla donazione da parte dell’azienda Lilly salvo investire 15 milioni di euro di fondi pubblici sul progetto concorrente della Fondazione Toscana Life Sciences (Tls), che l’ex ministro della Salute Speranza visitò nel settembre 2020 a ridosso delle elezioni regionali toscane, per un progetto di produrre monoclonali mai avvenuto concretamente. Questa è una vergogna compiuta con soldi pubblici, forse per favorire gli amici, di cui il governo Conte II deve rispondere”. Lo afferma la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.
“Definita da Speranza, nel corso della sua audizione in commissione Covid, ‘fiore all’occhiello della ricerca scientifica’, la Fondazione Tls ha portato in Tribunale il Ministero della Salute per le scelte operate dal duo Speranza/Arcuri. Insomma, una questione tutta interna a casa Pd. Il progetto, finanziato con soldi pubblici, non ha mai realmente visto produzione di una sola dose di anticorpo monoclonale, si è rivelato soltanto un vergognoso spreco di denaro pubblico, soprattutto considerando che l’Italia avrebbe potuto salvare molte vite senza spendere un euro grazie ai monoclonali della Eli Lilly”, aggiunge Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della commissione Covid.