Dl lavoro: salario giusto è legge, governo mantiene impegni

“Oggi il Senato ha approvato in via definitiva il Decreto Lavoro. Manteniamo gli impegni presi con gli italiani: difendere chi lavora, favorire nuove occupazioni, premiare le imprese che investono sul lavoro di qualità. Lo facciamo introducendo il principio del salario giusto e intervenendo sulla disciplina dei rinnovi dei contratti collettivi, incentivando le assunzioni per giovani e donne, favorendo la conciliazione tra vita familiare e lavoro, contrastando sfruttamento e caporalato digitale.

Continuiamo a seguire una strada chiara: sostenere il lavoro, non la dipendenza dai sussidi. Creare opportunità, non assistenzialismo esasperato. Dare dignità a chi ogni giorno manda avanti questa Nazione con il proprio lavoro. Avanti così, perché il lavoro è dignità, libertà e futuro”. Lo dichiara il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Il cammino del governo Meloni sulla strada della tutela dei lavoratori e dei salari più poveri compie un altro passo significativo. E lo fa con atti concreti e non con la propaganda e la demagogia della sinistra del ‘salario minimo’ che produrrebbe un livellamento verso il basso e distorsioni. Grazie, invece, al salario giusto mettiamo un freno a chi lucra con i contratti pirata e sfrutta il lavoro povero.
Quando, quattro anni fa il centro destra ha iniziato l’esperienza di governo, abbiamo ereditato una situazione disastrosa, con un’occupazione ai minimi e la disoccupazione ai massimi degli ultimi anni. Chiudendo con le politiche assistenziali del reddito di cittadinanza e investendo sulla crescita e sulla buona occupazione abbiamo invertito la tendenza: più di un milione di nuovo posti del lavoro, riduzione dei contratti a termine e della disoccupazione, in particolare giovanile e femminile. E oggi mettiamo un altro importante tassello che andrà a rafforzare il mosaico dei diritti dei lavoratori, confermando che questo governo è quello più vicino e sensibile alle esigenze dei lavoratori”, afferma il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

 

“La misura sul cosiddetto ‘Salario giusto’ introduce un principio di responsabilità e buon senso: gli incentivi pubblici devono andare alle imprese che applicano trattamenti economici coerenti con i contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, contrastando dumping salariale e contratti al ribasso. È particolarmente significativo che su questo impianto si sia registrata una convergenza ampia di organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, che hanno riconosciuto il valore del rafforzamento della contrattazione collettiva e dell’obiettivo di premiare il lavoro di qualità.

Un segnale importante che dimostra come le sfide più complesse si affrontino costruendo dialogo e responsabilità condivisa. Il rinnovo degli incentivi per giovani, donne e occupazione nelle aree Zes, insieme alle nuove misure contro il caporalato digitale, completa una strategia che sostiene le imprese corrette, tutela chi lavora e rafforza la competitività del sistema Italia”, conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami.

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