“La magistratura sta uccidendo la siderurgia di Taranto. Prima il sequestro probatorio dell’altoforno 1, che fece saltare il piano di rilancio mentre era in corso la trattativa con Baku Steel. Ora la decisione della Corte d’Appello di Milano, arrivata proprio alla vigilia dell’incontro con i sindacati e mentre il governo era pronto a finalizzare la cessione a un primario operatore siderurgico internazionale. Un accanimento giudiziario che condanna lo stabilimento, sacrifica migliaia di lavoratori e mette a rischio l’intera filiera nazionale dell’acciaio. Chi oggi spegne l’area a caldo si assume la responsabilità di spegnere il futuro industriale di Taranto e dell’intera siderurgia italiana”. Lo dichiara Silvio Giovine, deputato di Fratelli d’Italia.
“Una decisione che cancella ogni possibilità di rilancio dell’ex Ilva e vanifica il lavoro svolto dal governo in questi anni per arrivare alla cessione e restituire un futuro industriale a Taranto. Una pronuncia che sacrifica migliaia di lavoratori, colpisce al cuore la siderurgia italiana e pregiudica il futuro industriale del Paese”, afferma il senatore di Fratelli d’Italia, Matteo Gelmetti.