“La Commissione europea aveva autorizzato l’erogazione di nuove risorse all’ex Ilva a condizione che ci fosse un acquirente pronto a rilevarla. Con la sentenza del tribunale di Milano si rende impossibile questa condizione, perché gli altiforni restano vincolati alla decisone della magistratura. Questo impedisce l’erogazione delle risorse e quindi il proseguimento delle attività produttive. Questa situazione purtroppo colpisce al cuore l’azione del governo in piena campagna referendaria, come una bomba a orologeria, senza valutare, cosa più importante, l’impatto devastante sull’occupazione e sull’industria italiana, che resterà priva dell’acciaio necessario alla produzione”. Lo dichiara il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Maiorano.
“La sentenza del tribunale di Milano impone la chiusura dell’area a caldo sin da agosto e si aggiunge al sequestro probatorio dell’altoforno 1 da parte della Procura di Taranto, che dura da quasi un anno e che aveva già pregiudicato la produzione con un danno acclarato di 2,5 miliardi per l’azienda. A rischio ben 25 mila posti di lavoro tra diretti e indiretti a Taranto e l’approvvigionamento di acciaio per l’industria italiana. Una sentenza che colpisce l’economia e il lavoro italiani in piena campagna referendaria”, afferma il senatore di Fratelli d’Italia, Matteo Gelmetti.